Operazione “Salus”. Droga sotto gli ombrelloni:sequestrati beni per 350mila euro

Una operazione doppia, che va a colpire due gruppi di spacciatori diversi e afferenti ad aree geografiche diverse. è stata così colpita la criminalità. Concise le parole del Comandante provinciale dei carabinieri di Foggia, il colonnello Marco Aquilio, che ha illustrato l’operazione “Salus”, vasto blitz antidroga messo a segno con il coordinamento della Procura di Foggia, per smantellare due gruppi di spacciatori attiviti principalmente sul Gargano (tra San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis) e a Margherita di Savoia. Complessivamente sono state eseguite misure cautelari a carico di 17 soggetti (10 sul Gargano e il resto nel territorio Bat) ritenuti responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti, per lo più cocaina, hashish e marijuana. I carabinieri della Compagnia di San Giovanni Rotondo  hanno proceduto all’arresto di dieci soggetti tra San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis e San Severo (dove sono stati individuati due fornitori di stupefacente), ritenuti responsabili in concorso tra di loro di detenzione e spaccio di droga. Tutti gli arrestati sono già noti alle forze dell’ordine. Nel territorio Bat, invece, i carabinieri della compagnia di Cerignola hanno eseguito una ordinanza di misura cautelare nei confronti di 7 persone. Tutti i soggetti sono accusati di traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. L’indagine è scaturita il 5 giugno 2017, a seguito di un tentativo di omicidio nei confronti di Cosimo Damiano e Giuseppe Valentino. Le attività investigative immediatamente avviate da Procura e Carabinieri hanno consentito di individuare come possibile movente la gestione del traffico di sostanze stupefacenti a Margherita di Savoia. Le indagini hanno quindi dimostrato, grazie soprattutto all’utilizzo di telecamere nascoste, centinaia di cessioni di sostanze stupefacenti varie: marijuana, hashish e cocaina. La “base operativa” degli indagati era l’abitazione di Cosimo Damiano Valentino, dove quest’ultimo e la moglie, Daniela Pici, custodivano la droga, a cui i pusher giornalmente attingevano per il successivo smercio. Tutti gli arrestati sono stati condotti presso le proprie abitazioni dove rimarranno agli arresti domiciliari.

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