Mafia lucana. Tentati omicidi, estorsioni, incendi tra Scanzano e Policoro, in 21 nella rete

Colpo durissimo alla mala del Metapontino assestato dalla DDA di Potenza, nell’ottobre scorso già interessato da indagini e arresti nei confronti del clan Schettino: egemone nell’area sud del materano tra Scanzano Ionico e Policoro attraverso il metodo mafioso tra estorsioni, pestaggi anche per futili motivi, tentativi di omicidio, incendi dolosi ad aziende ortofrutticole, porto illegale di armi, rapine e spaccio di droga.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Matera e del R.O.S. hanno eseguito 21 misure cautelari, 9 in diverse carceri, emesse dal Gip di Potenza: figura centrale il 30enne Giuseppe Schettino, figlio dell’ex carabiniere Gerardo già detenuto in Sicilia, a capo dell’attività criminale che gli investigatori hanno definito “cruenta” e con obiettivo una fiorente attività economica per accrescere il potere e dare sostegno alle famiglie di detenuti dei suoi associati. Dalle connotazioni familistiche di tipo calabrese, le indagini hanno rilevato la totale omertà sul territorio.

Sconcertante il pestaggio durato tre giorni su richiesta d’intervento per una lite condominiale e le manifestazioni di forza e coesione anche attraverso i Social Network. 

Tra gli altri episodi verificati dal 2016 al gennaio scorso, il clan aveva incendiato un noto supermercato, apposto fiori e lumini dinanzi il cantiere di una società da intimidire ed inviato una proiettile al giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, Filippo Mele.

Intanto, ha dichiarato il Procuratore potentino, Francesco Curcio, le indagini continuano.

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