Si difendono le educatrici del Sant’Agostino di Triggiano: “Erano tecniche educative”

Avrebbero agito come terapia educativa. Questa la linea di difesa delle donne arrestate per maltrattamenti sui bambini autistici dell’istituto sant’Agostino di Triggiano

Le avrebbero definite “tecniche educative” e un modo “per calmare i bambini”. Nessun maltrattamento quindi secondo le quattro educatrici del Sant’Agostino di Triggiano, arrestate nei giorni scorsi con l’accusa di maltrattamenti su minori e incastrate dalle immagini delle telecamere nascoste. Le donne negano quanto accaduto e si difendono così davanti al gip del Tribunale di Bari, Giovanni Abbattista, duranti gli interrogatori di garanzia. Tre delle quattro donne, tutte attualmente ai domiciliari, hanno risposto alle domande mentre una si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Si tratta di due 42enne, un 29enne e di una ragazza di 28 anni. L’indagine, svolta dai Carabinieri di Noicattaro, è stata avviata a ottobre scorso, dopo una segnalazione di un dipendente che dichiarò agli investigatori di aver assistito a comportamenti violenti da parte di alcune educatrici, già nel 2016. In tutto gli atti di violenza contestati sono circa 100: la Procura di Bari, avvalendosi anche si una consulenza tecnica e di un esperto psichiatra, ha scoperto le violenze così ha richiesto e ottenuto dal Gip gli arresti per le quattro donne. A quanto si apprende, le tre che si sono difese hanno giustificato le proprie condotte, immortalate anche da registrazioni audio e video, definendole tecniche terapeutiche di distrazione e contenimento, ma in parte hanno anche negato alcune delle accuse della Procura. Stando alle indagini dei Carabinieri, coordinate dal pm Michele Ruggiero, le educatrici prendevano i bambini per capelli, li schiaffeggiavano e li legavano alle sedie, occludendogli bocca e naso con fazzoletti e bloccandoli contro il muro.

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