Cassonetti in fiamme a Bari, danni per 10 mila euro. Decaro “Non ci intimidiscono”

L’atto vandalico o intimidatorio costerà ben 10 mila euro alla comunità barese. Si tratta dei 17 cassonetti della differenziata dati alle fiamme nei quartieri centrali di Bari quali Madonella e Murat. In alcuni casi, sono state danneggiate anche le auto che sostavano vicino. Il primo cittadino Antonio Decaro insieme ala presidente dell’Amiu, l’agenzia municipalizzata che si occupa della raccolta rifiuti, Sabino Persichella, si sono recati in Questura per sporgere una formale denuncia. L’incendio è stato simultaneo su 17 cassonetti della raccolta differenziata: fondamentale sarà la visione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per valutare la natura dell’atto. “Se vuole essere un modo per fare pressioni nei confronti dell’azienda e nei confronti dell’amministrazione comunale, sappiano che non ci facciamo intimidire da nessuno. Se invece è un atto vandalico hanno fatto spendere un sacco di soldi all’azienda e quindi alla comunità barese. Spero che vengano presi, così il danno lo pagano loro e non lo facciamo pagare ai cittadini baresi”. Ha commentato l’accaduto Decaro. I roghi hanno riguardato 17 cassonetti della raccolta differenziata di carta, plastica, vetro e organico in via Carrassi, via De Nicolò ad angolo con via Cognetti e con via
Imbriani, sotto cavalcavia di via Cavour, via Dante, via Putignani, piazza Umberto e via Davanzati. In due casi è stata data alle fiamme l’intera postazione composta da 4 cassonetti. Solo in una notte sono andati in fumo non meno di 10mila euro”. Lo spiega Sabino Persichella, presidente dell’Amiu. I danni riguardano il valore dei cassonetti, il costo per il ripristino, il lavoro dei dipendenti. “Abbiamo dovuto – dice Persichella – far intervenire squadre per il ripristinare il tutto e per controllare, oltre all’intervento dei Vigili del Fuoco”. In un post su facebook l’assessore comunale Pietro Petruzzelli parla di “uno sfregio vero e proprio”. “Spero proprio che le telecamere di sorveglianza individuino i responsabili – scrive – e che le loro facce vengano mostrate a tutti affinché loro e le loro famiglie provino vergogna. In questi casi andrebbe inflitta la pena più umiliante possibile”.

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