Ambiente svenduto: si riparte il 9 con l’esame degli imputati

L’ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola; l’ex assessore regionale e segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni; l’ex presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido e l’ex assessore Michele Conserva sono tra i 47 imputati al processo Ambiente svenduto ad aver accettato l’adempimento chiesto dalla Procura: essere esaminati con la ripresa del processo, il nove gennaio, salvo colpi di scena nelle due precedenti udienze, il sette e l otto gennaio. Con l’esame dei 47 imputati inizia  una fase cruciale del processo. Sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro, corruzione, falso, abuso d ufficio.

Il 2018 invece si è concluso con la testimonianza di Angelo Bonelli, leader dei Verdi, teste di parte civile nel processo. Consigliere comunale a Taranto dal 2012 al 2016,  Bonelli fece la sua battaglia contro la politica regionale di Vendola, che fu promotore della legge regionale su diossina, benzoapirene e polveri sottili che imponeva all’Ilva l’abbassamento dei livelli di emissione. Legge non condivisa da zbonelli, perché mancante di quella che fu una sua richiesta: “un’indagine epidemiologica sulla popolazione di Taranto al fine di individuare fonti degli inquinanti e monitorare le conseguenze sulla salute”.

Erano gli anni in cui la questione ambientale di Taranto era sotto la lente del gip Patrizia Todisco. Gli anni in cui nasceva Ambiente svenduto. Anni in cui iniziativa lentamente a maturare una maggiore consapevolezza dei tarantini sul disastro ambientale consumato a Taranto. 

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