Sequestravano minorenni e le costringevano a prostituirsi, arrestati 6 rom a Foggia

“Uno spaccato terribile di cui si ignorava l’esistenza nel nostro territorio”, “una delle nuove forme di “schiavitù moderna”, costituita dalla riduzione e dal mantenimento in stato di schiavitù di giovani straniere, per lo più sole e non in contatto con la famiglia, tutte minorenni da adibire al mercato della prostituzione”.

Così gli inquirenti hanno definito l’operazione svolta dalla Squadra Mobile della Questura di Foggia che si è conclusa con l’arresto di seri rom (di cui quattro maggiorenni e due minorenni), tutti di origine rumena, domiciliati presso il campo rom di Foggia in via San Severo. I sei appartengono allo stesso nucleo familiare ed agli stessi sono contestati i delitti, tutti pluriaggravati, di riduzione e mantenimento in stato di servitù, induzione e sfruttamento della prostituzione minorile e sequestro di persona. Le vittime sono ragazze minorenni e venivano picchiate continuativamente, per più giorni, per piegare le loro capacità di reazione le ragazze minorenni costrette a prostituirsi dalla famiglia rom residente nel campo nomadi di Foggia, in via San Severo. Le indagini svolte dalla Squadra Mobile di Foggia hanno accertato, in particolare, l’esistenza di uno schema messo a punto dagli arrestati secondo il quale le minorenni, tutte appartenenti a nuclei disagiati, una volta condotte nel campo con l’inganno e l’impiego degli stratagemmi più vari venivano di fatto segregate all’interno di alcune baracche lì presenti, chiuse dall’esterno con una catena ed un lucchetto, picchiate continuativamente per più giorni per piegare le loro capacità di reazione e costrette a prostituirsi sotto il diretto controllo dei loro aguzzini.

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