Taranto: precipitano da impalcatura, muoiono due operai

Il volo da dieci metri. La morte, sul colpo. Due operai perdono la vita sul lavoro, al quartiere Tamburi di Taranto. Precipitano dal cestello elevatore sul quale stavano lavorando al rifacimento della facciata di una palazzina, in via Galeso, in prossimità del passaggio a livello che porta sulla statale per Martina Franca.

Sono  Angelo D’Aversa, 54 anni, di Statte. E Giovanni Palmisano 32enne, di Locorotondo. Fratello, quest’ultimo, del titolare della ditta incaricata dei lavori. Ecco la dinamica: improvvisamente il braccio elevatore cede e si spezza. Il cestello rimane agganciato e sospeso nel vuoto. Cosa che rinforza il balzo, potenziando l’urto a terra. Gli operai muoiono sul colpo. Questa la prima ricostruzione degli investigatori. Sono affidate alla Polizia le indagini, affiancata dagli uomini dello Spesal. Sul posto anche i Carabinieri, i Vigili del Fuoco ed il 118. Giunge poi il medico legale, Marcello Chironi. La Sezione Scientifica della Polizia effettua tutti i rilievi del caso. Ci saranno da accertare le responsabilità.

“Morire così è da terzo mondo – interviene con forza Emidio Deandri, presidente Anmil Taranto – queste morti bianche sono figlie dell’incuria e della bassa attenzione alla sicurezza”. 

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