Morto al Policlinico di Bari il 35enne gambiano ustionato nell’incendio a Borgo Mezzanone del primo novembre

Si chiamava Bakary Secka il cittadino gambiano morto al Policlinico di Bari, a causa delle gravi ustioni riportate nell’incendio avvenuto all’alba del primo novembre nel ghetto di Borgo Mezzanone, la baraccopoli abusiva sorta accanto al Centro richiedenti asilo politico, nel foggiano.

Il 35enne è stato identificato attraverso le analisi delle impronte digitali. C’è ancora incertezza sulla sua data di nascita poiché Secka, in varie foto segnaletiche, avrebbe fornito ogni volta agli inquirenti date diverse. E non è ancora chiaro se l’uomo fosse regolare sul territorio nazionale, né da quanto tempo fosse arrivato in Italia. Attualmente nessun parente della vittima ha contattato gli inquirenti per il riconoscimento della salma. L’incendio in cui è morto Secka, che ha riportato ustioni sull’80% del corpo, è stato il secondo nella baraccopoli a distanza di due giorni. Su questo secondo rogo la Procura di Foggia ha aperto un fascicolo di inchiesta contro ignoti per reati di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali. Due pubblici ministeri della Procura, Maria Giuseppina Gravina e Paola De Martino, insieme con i tecnici dei vigili del fuoco e agli agenti della squadra mobile, hanno fatto un sopralluogo nella zona del ‘ghetto’ interessata dal rogo, al cui interno vivrebbero tra le 2mila e le 3mila persone. 35 baracche distrutte, cinque feriti e un morto: questo il bilancio dei tragici eventi. Sono state effettuate riprese video delle baracche distrutte dalle fiamme per risalire alle cause che hanno scatenato l’incendio. Gli agenti della mobile hanno anche ascoltato tre gambiani residenti nella baraccopoli. Poche le indicazioni fornite agli inquirenti. Tutti, però, hanno affermato di avere perso i documenti di riconoscimento nell’incendio.

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