Strage di San Marco in Lamis, in manette in due: sono l’autista dei killer e chi ha procurato le armi

Operazione dei Carabinieri dopo un anno di indagini: fondamentale anche la collaborazione con Eurojust

Arrestati a Manfredonia i primi due soggetti collegati alla strage di San Marco in Lamis nell’agosto 2017.

Luigi e Aurelio Luciani non torneranno in vita, ma una parte della verità sulla loro esecuzione comincia a venire a galla. I Carabinieri del Comando provinciale di Foggia e del reparto Crimini violenti di Roma hanno arrestato a Manfredonia due uomini tra cui Giovanni Caterino, ritenuto l’autista dei killer dell’agguato del 9 agosto 2017 a San Marco in Lamis, in cui vennero uccisi il boss Mario Luciano Romito e suo cognato Matteo De Palma, in seguito al quale persero la vita anche i due fratelli Luciani, agricoltori della zona totalmente estranei ai fatti. Arrestato anche l’uomo che avrebbe procurato le armi. Un risultato ottenuto grazie alla stretta collaborazione tra Carabinieri e Direzione Distrettuale Antimafia.

Fondamentale la collaborazione della DDA di Bari con Eurojust, la struttura europea con sede in Olanda, attraverso cui è stato possibile ricostruire il collegamento tra la strage di San Marco in Lamis e l’omicidio avvenuto a ottobre del 2017 ad Amsterdam di Saverio Tucci, sospettato di aver partecipato all’agguato. Il killer di Tucci, Carlo Magno, si costituì due giorni dopo l’omicidio confermando il coinvolgimento della vittima e iniziando a collaborare con la giustizia. Il suo processo è stato trasferito in Italia. Soddisfatti gli inquirenti, soprattutto perché sembra cominciare a cambiare il clima di omertà intorno alla mafia garganica.

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