Potenza. Nuova inchiesta a carico dei vertici dell’Istituto Clinico Lucano, ex Luccioni

Nuovamente fari accesi sull’Istituto Clinico Lucano, ex Luccioni di Potenza. Dopo l’inchiesta del marzo scorso che vide scattare gli arresti per i vertici del presidio sanitario privato, accusati di aver gonfiato le cartelle delle prestazioni ai pazienti per farsi riconoscere più soldi dall’Azienda Sanitaria locale, stavolta ci sarebbe una inchiesta per fatti accaduti tra il 2013 ed il 2014 e indagati dal Nas dei Carabinieri: da quanto si apprende, sul banco degli imputati vi sarebbero l’amministratore unico della struttura, Walter Di Marzo, già agli arresti domiciliari per l’altro filone, il direttore sanitario, Lorenzo Tartaglione, il legale rappresentante, Potito Francesco Salatto e il responsabile del reparto Ortopedia Saverio Antonelli. Gli ultimi tre andrebbero a processo il 20 novembre prossimo così come disposto dal Gup del capoluogo lucano, Lucio Setola. Le accuse: effettuazione di esami diagnostici, terapie mediche e interventi chirurgici in regime di ricovero ordinario pur trattandosi di prestazioni ambulatoriali con considerevole risparmio di spesa per l’Asp. In numero, un ingiusto profitto che ammonterebbe a quasi 128 mila euro.

Questa gravosa vicenda va ad aggiungersi alla vertenza portata avanti dai lavoratori, in attesa di risposte sul futuro occupazionale ed ormai al termine della naspi. Per lo più persone over 50 e monoreddito che dovrebbero essere riassunte forse altrove e sul quale sono in corso riunioni in Regione Basilicata con l’ausilio dei sindacati. Un richiamo alle responsabilità evidenziato con presidi costanti lungo viale Verrastro.

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