Taranto, pesce avariato nel ristorante giapponese


Nella giornata di ieri, il personale del Commissariato Borgo e i militari della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Taranto, congiuntamente all’Ispettorato della A.S.L. di Taranto e dell’ENEL hanno effettuato un controllo presso un noto e rinomato ristorante giapponese del centro cittadino.

Il controllo scaturisce da un’attenta attività di osservazione in merito all’irregolare trasporto del pesce, spesso consegnato ai ristoratori con mezzi di fortuna, privi di qualsiasi requisito per il trasporto di alimenti, in precarie condizioni igienico-sanitarie, mettendo in serio pericolo la salute dei consumatori finali.

Sulla base di queste segnalazioni, è stato predisposto un servizio specifico di osservazione, in particolare di un veicolo sospettato proprio del trasporto in assenza delle minime regole di igiene e di conservazione del prodotto ittico.

Nella tarda mattinata di ieri, il veicolo, giunto presso il ristorante, è stato intercettato dal personale operante mentre era in corso la consegna del suddetto prodotto, poco più di 36 kg di pesce (salmone e tonno), maleodorante e contenente dell’acqua putrida stagnate, riposto nel vano posteriore dell’automobile.

Il controllo è stato successivamente esteso all’intera attività di ristorazione destinataria della merce, specializzata nella somministrazione di pietanze giapponesi, in particolare pesce crudo. In tale fase sono state constatate le pessime condizioni igienico-sanitarie in cui versava la cucina, con insetti morti sul pavimento, stoviglie e attrezzi unti e prodotto ittico e di altra origine animale in cattivo stato di conservazione e privo di qualsiasi documentazione che ne accertasse la tracciabilità.

Considerata la gravità delle violazioni riscontrate, sussistendo un concreto ed attuale rischio per la salute pubblica, gli Ispettori dell’ASL, con il parere del direttore del Servizio veterinario, hanno proceduto al sequestro del vano cucina, con l’ordine dell’immediato ripristino delle condizioni igieniche.

La Polizia di Stato e la Capitaneria di porto – Guardia Costiera, oltre al pescato rinvenuto nell’automobile, hanno proceduto al sequestro del restante prodotto all’interno del ristorante, per un totale di circa un quintale di prodotto ittico, stante la violazione dell’art. 444 del Codice Penale (immissione sul mercato di prodotto nocivo) e art. 5 lett. b) del Testo Unico delle leggi sanitarie sulla produzione e vendita delle sostanze alimentari (cattivo stato di conservazione). Inoltre è stato sottoposto a sequestro anche il locale adibito a cucina per violazione delle norme  igienico sanitarie e sono stati deferiti all’autorità giudiziaria il venditore della merce e il proprietario  dell’attività di ristorazione, un cittadino cinese.

(comunicato stampa)

Share Button