Inchiesta sanità. Pittella (ancora ai domiciliari) ricorre in Cassazione

La società e la politica lucane – oltre che il diretto interessato – guardano alla scadenza di Ottobre per avere una indicazione sul destino politico (a breve termine) del governatore Pittella.

Da due mesi ormai ai domiciliari il presidente della Regione Basilicata – attualmente sospeso dalla carica per effetto – è ristretto in via cautelativa nella sua abitazione di Lauria nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Matera sulla Sanità.

Entro il 4 Ottobre sarà fissata un’udienza dopo l’impugnazione dell’ordinanza del Riesame da parte di Buccico e Cimadomo, i due legali del presidente, depositata alla Corte di Cassazione.

Da un lato (l’accusa) dunque persisterebbe – come è scritto nelle carte d’accusa – il “concreto pericolo di reiterazione dei reati” vista la volontà manifestata da Pittella di ricandidarsi al Governo della Regione. Mentre dall’altro (la difesa) il ricorso “appare necessario al fine di ottenere una pronuncia che riconosca l’infondatezza della tesi accusatoria”.

I due avvocati di Pittella spiegarono già in quell’occasione che dalle motivazioni del Riesame “emerge un quadro indiziario lacunoso, privo di elementi di novità rispetto all’ordinanza che ha portato agli arresti domiciliari”.

Sono invece ancora in attesa di conoscere le motivazioni del Tribunale del Riesame le altre persone ristrette ai domiciliari nell’ambito della stessa inchiesta: l’ex direttore amministrativo dell’ASM Benedetto, quello del San Carlo Berardi, il commissario dell’ASP, Chiarelli, il responsabile dell’anticorruzione dell’Istituto di Rionero Crob, Amendola e il primario di Otorinolaringoiatria di Matera, Larotonda. L’ex commissario dell’ASM Quinto invece non guarda al Riesame dopo la rinuncia all’incarico che gli ha consentito il passaggio dal carcere ai domiciliari.

Secondo quanto riporta Leo Amato sul Quotidiano del Sud “non è escluso che nei prossimi giorni” dal palazzo di giustizia di Matera, il procuratore capo e il pm titolare dell’inchiesta “valutino se chiudere a stretto giro le indagini” almeno sulle accuse raccolte nell’ordinanza inerente le misure cautelari necessarie fintanto che persiste il rischio di inquinamento probatorio. In caso contrario si aprirebbe uno spiraglio per i legali – anche quelli di Pittella – per presentare al gip la richiesta di revoca (o attenuazione) dei domiciliari, che nel caso del presidente renderebbe superfluo il ricorso in Cassazione.

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