Inchiesta sanità. I due indagati in carcere rispondono al Gip, giovedì tocca a Pittella

E’ durato circa tre ore l’interrogatorio di garanzia di Pietro Quinto (commissario straordinario dell’Azienda sanitaria di Matera, incarico da cui si e’ dimesso dopo l’arresto) in carcere da venerdi’ scorso nell’ambito dell’inchiesta sulle raccomandazioni e i concorsi truccati nella sanita’ lucana.

Dopo Quinto, il gip di Matera Angela Rosa Nettis ha ascoltato Maria Benedetto: anche il direttore amministrativo dell’Asm è in carcere da venerdi’ scorso. Mentre il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (Pd), ai domiciliari, sara’ ascoltato nella giornata di giovedì 12 luglio.

Secondo quanto si è appreso, Quinto – difeso dall’avvocato Vincenzo Montagna – ha risposto a tutte le domande che gli sono state poste e ha ammesso di aver ricevuto delle segnalazioni ma senza, a suo parere, aver commesso alcun tipo di reato.

Inoltre ha chiarito alcuni elementi sulla carriera universitaria del figlio all’Ateneo di Bari e in particolare sulla circostanza che ha superato cinque esami in alcuni mesi e non tutti nello stesso giorno come era trapelato nei giorni scorsi. La difesa ha chiesto l’attenuazione della misura cautelare e ha annunciato che Quinto non tornerà a lavorare all’Asm fino alla conclusione delle indagini.

Ha risposto a tutte le domande del Gip anche il direttore amministrativo della stessa Asm, Maria Benedetto, in carcere da venerdì scorso nell’ambito dell’inchiesta della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica di Matera sui concorsi truccati e sulle raccomandazioni nella sanità lucana. Secondo quanto si è appreso, l’interrogatorio di Benedetto è durato oltre tre ore: l’avvocato Riccardo Laviola, che difende il direttore amministrativo, ha chiesto la revoca della misura cautelare. Benedetto ha presentato le dimissioni dall’incarico di direttore amministrativo dell’Asm, chiedendo inoltre un periodo di aspettativa.

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