Bari, Palagiustizia e tendopoli allagati: a rischio carte e computer

Tra i metal detector dell’atrio d’ingresso del Palagiustizia di via Nazariantz a Bari, magistrati ed avvocati portano avanti procedimenti di rinvio che non si possono celebrare nelle tende a causa del nubifragio che si è abbattuto sul capoluogo pugliese e che ha creato non pochi disagi in tutta la città. Una situazione quasi surreale in via Nazariantz con la tendopoli invasa dall’acqua e il terzo piano del palazzo allagato, come si vede nelle immagini girate dalla consigliera comunale Irma Melini. I fascicoli accatastati sul pavimento e gli impianti elettronici, pc e server della sala intercettazioni, sono bagnati. Il personale amministrativo dipendente della Procura, quindi in servizio al terzo e quarto piano, ha avuto disposizioni di tornare a casa momentaneamente con la formula della giornata di ferie per tutti. Due squadre dei Vigili del Fuoco sono al lavoro per verificare le condizioni del garage interrato e dell’archivio del Palagiustizia, in parte allagati dopo la forte pioggia che si è abbattuta sulla città di Bari. “È già successo in passato che piovesse nel palazzo, ma oggi è una condizione eccezionale” ha detto Saverio Cutrone, responsabile Usb per la sicurezza dei lavoratori del Tribunale di Bari. “Siamo preoccupati per i fili elettrici sparsi e gli impianti. È ormai evidente – ha dichiarato Cutrone – che dobbiamo andare via da questo palazzo il più presto possibile”. Intanto, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha evidenziato la necessità di dover utilizzare procedure d’urgenza per individuare soluzioni a questa situazione. “Le immagini di questa mattina degli allagamenti nelle tende in cui magistrati e avvocati tentano di portare avanti la funzione giudiziaria cercando di celebrare, nonostante tutto, le udienze confermano quanto stiamo dicendo da circa un mese: la Giustizia a Bari vive una condizione di emergenza e come tale va affrontata”, ha dichiarato il primo cittadino. Commentando il provvedimento di ferie d’ufficio per il personale amministrativo della Procura, il segretario generale del Coordinamento sindacale penitenziario, Domenico Mastrulli, ha detto che “sarebbe opportuno che al personale, così come accaduto nelle zone terremotate, sia concesso un congedo straordinario a causa della particolare situazione di emergenza”. Mastrulli ha quindi inviato una nota al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ribadendo la necessità di “dichiarare lo stato di emergenza immediato disponendo entro le prossime 24 ore la chiusura dell’immobile”.

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