Schema idrico, allarme dai sindacati: Basilicata rischia di perdere i fondi

“Non perdere altro tempo per l’appalto dell’attrezzamento del Distretto G, progetto di completamento schema irriguo Bradano-Basento, sul quale la Basilicata rischia di perdere i fondi”. E’ quanto sollevato in conferenza stampa dai segretari lucani di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro, e dai segretari di settore Fillea, Filca Cisl e Feneal Uil, Enzo Iacovino, Michele La Torre e Carmine Lombardi.

Un vero e proprio grido d’allarme su una delle 35 opere pubbliche incompiute lucane: nata negli anni Ottanta per irrigare zone destinate all’agricoltura intensiva attraverso una condotta principale di 23 chilometri fra la diga di Genzano e la diga del Basentello oltre a diramazioni, vasche di compensazione variabile e impianto di sollevamento. Il tutto mai realmente avviato.

L’incontro con i cronisti è avvenuto a margine della II Commissione consiliare della Regione Basilicata, dove gli esponenti sindacali hanno ampiamente parlato di quanto previsto con il finanziamento ottenuto dal Cipe nel 2001 e l’approvazione dei relativi progetti nel 2004 e nel 2006, poi con revoca del finanziamento nel 2014 ed il successivo rifinanziamento. Attualmente l’importo dei lavori è di circa 58,8 milioni di euro: il soggetto aggiudicatore è il Consorzio di bonifica del Vulture Alto Bradano. “Lo scorso anno – hanno sottolineato – è scaduta l’autorizzazione di pubblica autorità, ora in regime di proroga, e fondamentale per procedere all’esproprio dei terreni. Il rischio, con circa 600 tra ricorsi al Tar, pareri dell’Anac e osservazioni da parte di una società esterna per la verifica del progetto, è di vedersi revocare i fondi.”

Share Button