75 rapine in un anno: la Procura di Bari chiede 10 condanne

90 mila euro il bottino accumulato da ottobre 2015 a novembre 2016

In poco più di un anno avrebbero messo a segno ben 75 rapine, accumulando un bottino di 90 mila euro, ai danni di 54 supermercati, 9 stazioni di servizio, 5 tabaccherie, una farmacia e altri sei diversi esercizi commerciali. La Procura di Bari ha chiesto dieci condanne a pene comprese fra i 2 e i 16 anni di reclusione per altrettanti imputati accusati di 75 rapine commesse fra ottobre 2015 e novembre 2016 in provincia di Bari. Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dal pm Fabio Buquicchio, hanno accertato l’esistenza di una vera e propria organizzazione per delinquere armata capace di organizzare fino a 3 colpi in un solo giorno. A capo della presunta organizzazione, il pregiudicato 40enne Gaetano Fornarelli, accusato di aver compiuto personalmente 33 rapine, per il quale la Procura ha chiesto la condanna più alta a 16 anni di reclusione. Otto degli imputati furono arrestati già nell’agosto 2017. Tra questi, i più stretti collaboratori di Fornarelli, tutti baresi, il 35enne Ettore D’ambrosio, il 26enne Nicola Gismundo e il sorvegliato speciale 27enne Nicola Valerio. Tra gli imputati anche una donna, la quale avrebbe avuto il compito di fare sopralluoghi dinanzi agli esercizi commerciali da rapinare e aiutare nella spartizione del bottino. Delle 75 rapine contestate ben 32 sono state commesse a Bari, le altre a Triggiano, Cellamare, Adelfia, Mola di Bari, Cassano delle Murge, Rutigliano, Modugno, Sannicandro, Casamassima, Turi, Noci, Bitritto, Bitetto. Durante una rapina in un supermercato di Bitetto una cliente fu picchiata violentemente con calci anche sul viso dinanzi ai due figli di 5 e 6 anni per portarle via la borsa. La modalità ricostruita dagli investigatori era sempre la stessa: il commando giungeva sul luogo scelto per la rapina con una Fiat Uno bianca rubata, i volti coperti da passamontagna e pistole in pugno. Minacciavano titolari e clienti degli esercizi commerciali, per poi fuggire con il bottino, tentando quindi di cancellare ogni traccia dando l’auto alle fiamme.