Sanità privata. Operazione “Ricoveri Facili” all’Istituto Clinico Lucano

Una associazione a delinquere dedita all’alterazione delle prestazioni sanitarie per far lievitare i costi a carico dello Stato. E’ quanto accertato con l’indagine “Ricoveri Facili”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza e delegate al NAS dei Carabinieri.

Arresti domiciliari scattati per il napoletano Walter Di Marzo, proprietario dell’ex Luccioni, oggi Istituto Clinico Lucano, storico presidio della sanità privata potentina già al centro della sospensione del contratto con l’Azienda Sanitaria Locale a causa della mancanza di requisiti logistici, l’altro campano Paolo Sorbo, l’amministratore di una società di forniture mediche Antonio Muliere ed il dottore Archimede Leccese. Divieto di dimora nel capoluogo lucano per i casertani Giuseppe Rastelli e Lorenzo Tartaglione.

Stando a quanto reso noto dagli inquirenti in conferenza stampa, gli accertamenti hanno riguardato circa un centinaio di cartelle cliniche “sospette” dell’Istituto Clinico Lucano risalenti ad inizio 2016, nonostante controlli interni dell’Asp, corrette da Laccese – in passato già coinvolto da un caso di assenteismo. In sostanza: ricoveri di prassi e comunque facili, diventavano inspiegabilmente complicati all’insaputa dei pazienti, ernie o gastroscopie trattati in poche ore nella sanità pubblica vedevano salire la prestazione, ad esempio, da 400 fino a 8 mila euro o giustificando diversi giorni di ricovero. Avveniva – è emerso – una manipolazione della codifica a posteriori in piena regola con l’obiettivo di far crescere i rimborsi spettanti dalla convenzione.

Ingenti i guadagni stimati grazie alla truffa, intorno ai 2 mln di euro, mentre sono in corso accertamenti patrimoniali. Le quote dell’Istituto Clinico Lucano sono state sequestrate preventivamente con nomina di un amministratore giudiziario. Brutta tegola per il futuro già incerto della struttura.

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