Raid vandalico contro sede della Lega a Martano nel Salento - trmtv

Raid vandalico contro sede della Lega a Martano nel Salento

Atti vandalici sono stati compiuti nella notte a Martano (Lecce), contro la sede del comitato elettorale Lega Salvini premier, in piazza Assunta. Utilizzando vernice di colore rosso persone non ancora identificate hanno sporcato la vetrata del comitato. L’episodio avviene alla vigilia della visita del leader della Lega Matteo Salvini prevista domani nell’azienda agricola Alea, a Martano, alle 14.30.

Salvini sarà in Salento per sostenere la candidatura di Andrea Caroppo al collegio uninominale Puglia 8 della Camera. “Non intendo spendere una sola parola per far ulteriormente assurgere a notorietà – scrive Caroppo in una nota – gli imbecilli che questa notte si sono resi protagonisti di un vile atto vandalico ai danni del comitato elettorale della Lega di Martano (Lecce), paese che domani ospiterà Matteo Salvini; mi rivolgo piuttosto alle altre forze politiche ed ai loro rappresentanti affinché abbiano il coraggio di condannare senza riserve questi gesti. Sono passate già troppe ore in silenzio”.

“Da giorni infatti queste stesse forze politiche – conclude Caroppo – denunciano l’incombere di pericoli per la democrazia da destra mentre, invece, pare sia esattamente il contrario: da sinistra qualcuno inneggia alle foibe e qualcun altro picchia un carabiniere; qualcuno prende a sputi un leader politico impedendogli di incontrare i suoi elettori, come accaduto ieri a Giorgia Meloni a Livorno, e qualche altro imbratta le sedi dei partiti che non gli vanno a genio”.

A quanto si è saputo, contro le vetrate del comitato elettorato di Matteo Salvini sarebbero stati lanciati anche dei sassi e la porta a vetri d’ingresso è stata danneggiata. Sull’accaduto stanno indagando i carabinieri, al cui vaglio ci sono i filmati di alcune telecamere installate nella zona. Nello scorso mese di dicembre un episodio analogo si era registrato ai danni del circolo del Pd in via Roma, sempre a Martano, dove persone non ancora identificate avevano scritto sulla vetrata frasi con bombolette a spray contenenti insulti contro il partito accusato di essersi ‘venduto’ e di sostenere la realizzazione del gasdotto Tap.

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