Petrolio: aumento della produzione in Basilicata nel 2017

Sono stati pubblicati sul sito del Ministero dello sviluppo Economico i dati relativi alla produzione di idrocarburi in tutta Italia. Più di 4 milioni di tonnellate di petrolio e ben 2,9 provenienti dalla Basilicata. Un vera e propria sorpresa dato l’anno appena trascorso tra alti e bassi, chiusure e aperture. Ricordiamo che per lo sversamento di 400 tonnellate di oro nero, tra Aprile e Luglio 2017 la Regione Basilicata ha fermato la produzione e l’ente regionale vuole dalle compagnie petrolifere ben 100 milioni di euro, come forma di«indennizzo» per il danno d’immagine subito dallo sversamento di greggio dal Centro Olio di Viggiano e per la mancata erogazione delle royalties a causa dello stop delle estrazioni; e poi ad Ottobre con lo stop alla rienezione nel Pozzo di Costa Molina 2 che avrebbe costato alla società del Cane a sei zampe Una perdita economica dai 500 mila a 1 milione di euro al giorno, corrispondente a una riduzione complessiva di 13mila barili ogni giorno.Sul sito del MISE è possibile visionare che alla Regione lucana i due maggiori operatori petroliferi, Eni e Shell, hanno versato in termini di royalties 36.155.183 euro. Un + 2 % rispetto all’anno nero del 2016, con 3 milioni di tonnellate in più. Nulla in confronto all’anno record del 2013, con quasi 169 milioni di euro di gettito. Nel 2018 e 2019 però dalla Val D’Agri, salvo diverse sorprese,la produzione dovrebbe assestarsi intorno agli 80 mila barili al giorno e la messa in produzione del giacimento di Tempa Rossa della Total fa ben sperare in un maggiore rialzo della produzione. In tutto ciò si deve naturalmente fare i conti con l’andamento dei prezzi del greggio, congiuntura internazionale derivante dalla ripresa economica degli Stati Uniti: contratti sul greggio con scadenza a febbraio che guadagnano qualche altro passo con 63,43 dollari al barile, ormai ai massimi da 3 anni.

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