Vertenza Ex Firema di Tito (Pz). Sindacati proclamano lo stato di agitazione

Si complica sempre di più la situazione che riguarda la ex Firema di Tito, azienda produttrice di motori per carrozze ferroviarie, nel 2015 acquisita dalla newco TFA.

Le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, infatti, hanno espresso insoddisfazione per l’esito dell’ultimo incontro presso la Prefettura di Potenza. Faccia a faccia al quale hanno preso parte i vertici aziendali, il Prefetto Giovanna Cagliostro, l’assessore regionale alle Attività produttive Roberto Cifarelli ed il sindaco di Tito Graziano Scavone, durante il quale è stata ribadita la necessità di convocare un incontro romano al Mise “per dare seguito agli impegni assunti e agli accordi sottoscritti in precedenza – hanno scritto in una nota i sindacati – e dare risposte sia sul nuovo piano industriale – che doveva essere presentato il 14 novembre – sia sulla ricollocazione dei lavoratori e delle lavoratrici del bacino dell’ex Firema che a fine dicembre finiscono gli ammortizzatori sociali”.

Dal canto suo, la TFA si è detta disponibile a riassorbire solo 5 lavoratori su 16, senza offrire garanzie di prospettiva occupazionale. Inoltre, rigettata l’ipotesi messa sul piatto di trasferire temporaneamente circa 30 lavoratori di Tito allo stabilimento di Caserta, scaricando sullo stabilimento lucano le attività e suscitando non poche preoccupazioni. “Il rischio – hanno rincarato Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil – è che la discussione sulle nuove attività di Tito e sulla ricollocazione dei lavoratori venga sostituita da quella sui viaggi in direzione del polo campano, una condizione accettabile solo in presenza di garanzie sulle attività a Tito.

Nel frattempo, da lunedì 11 dicembre è stato proclamato lo stato di agitazione per impedire qualsiasi azione unilaterale. Prefetto di Potenza e Regione Basilicata si sono impegnati a sollecitare il Mise per una convocazione urgente.

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