Vendita loculi al cimitero monumentale di Potenza: tre persone arrestate

Induzione indebita a dare o promettere denaro, falsità materiale, abuso d’ufficio, peculato, corruzione e violazione dei sistemi informatici del Comune. Con queste accuse, tre persone sono state arrestate all’alba dagli agenti della squadra mobile della questura di Potenza nell’ambito di un’inchiesta sul “mercimonio” di loculi nel cimitero monumentale di San Rocco a danno dell’amministrazione pubblica del capoluogo lucano.

Il quadro indiziario – hanno reso noto, tra gli altri, dal Procuratore della Repubblica aggiunto, Basentini, ed il questore Anzalone – è frutto di complesse attività d’indagine svolte nell’ultimo quadriennio, nate grazie ad un articolo giornalistico.

Al centro della vicenda, l’ex custode del cimitero Vito Vaccaro: finito in carcere, il quale aveva approfittato della sanatoria voluta dal Comune, tra il 1998 ed il 2015, volta ad arginare il fenomeno diffuso di compravendita illegale di loculi ed ossari per anzi alimentare un notevole giro d’affari tra privati. Intascate somme di 5 mila euro cadauno, attraverso contratti inesistenti o retrodatati, messi a disposizione di conti corrente intestati ai familiari. Proventi sequestrati insieme a titoli e beni per un valore complessivo di 32 mila euro.

Ai domiciliari, invece, l’operatore di una ditta coinvolta nei lavori cimiteriali, Vito Claps, il quale avrebbe percepito un migliaio di euro per il trasferimento, nel giugno scorso ,di una salma da un loculo all’altro, necessario per portare a a termine l’accordo con un privato e far posto ad una donna nel frattempo deceduta. Collaborazione, infine, del dirigente comunale in pensione, Nicola Tammone, posto ai domiciliari perché mediatore di una trattativa illecita sulla vendita di una cappella ed una cripta per ben 165 mila euro.

Share Button