Bitonto, quattro arresti per furti d’auto: le macchine “cannibalizzate” e rivendute a pezzi

Undici gli indagati, la base dei ricettatori a Cerignola

Rubavano auto di grossa cilindrata nel barese, portandole poi nel cerignolano dove venivano smontate e vendute a pezzi. Per questo quattro bitontini sono stati arrestati dalla Polizia Stradale.

Auto rubate, private dei sistemi di localizzazione e poi portate in officine dove venivano smontate per essere poi rivendute a pezzi. Un sistema collaudato quello messo a punto da una banda di rapinatori e ricettatori che per oltre un anno ha lavorato indisturbata nel barese, facendo sparire una ventina di veicoli in tutta l’area metropolitana. Attività che però ha attirato l’attenzione della Polizia Stradale di Bari che dopo mesi di indagini ha individuato quattro bitontini tra i 28 e i 44 anni, che si occupavano materialmente di rubare le auto e di renderle irrintracciabili. Si tratta di Vito Giordano e Vito Ruggiero, entrambi condotti in carcere, e di Michele Terlizzi e Oronzo Migliore, finiti ai domiciliari. I quattro erano coloro che individuavano e rubavano materialmente le vetture, principalmente di marca Ford, Volkswagen e Mercedes, portandole poi in una zona di campagna dove venivano staccate le centraline elettroniche. Le auto poi venivano trasportate, presumibilmente da Giordano “scortato” da altri appartenenti all’organizzazione, tra Ortanova e Cerignola, dove altri sette soggetti attualmente indagati le smontavano per ottenere i pezzi poi venduti sul mercato nero. Il valore diretto dell’attività criminale è stato quantificato in circa centomila euro. Undici dunque le persone coinvolte in totale nell’indagine, che si starebbe allargando anche ad altri casi, dal momento che nell’area dove sarebbero stati smontati i veicoli sono state ritrovate anche targhe appartenenti ad auto straniere, probabilmente turisti, non riferibili ai reati contestati ai quattro arrestati.

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