Droga, preso il latitante Matichecchia: gestiva con l’ndrangheta le piazze di Taranto e di Varese

Sfugge all’arresto rifugiandosi in Romania; torna in Italia, ad Erchie, e decide di ripartire alla volta della Germania, ma viene beccato il latitante Giancarlo Matichecchia.

Sarebbe dovuto essere arrestato il 7 settembre scorso con Pierluigi Caforio e Salvatore Margherita, indagati per associazione finalizzata al traffico di droga e detenzione illegale di armi. Era già pronto alla partenza, con tanto di documenti falsi e contatti utili, quando è stato bloccato dai Carabinieri a bordo di una Fiat Punto, a Erchie, con il complice Emanuele Vito Fazzi, arrestato pure lui per favoreggiamento personale, per aver prima ospitato e nascosto il latitante e poi per averlo aiutato nella fuga. Sventata, grazie alle indagini del Ros in collaborazione con i Carabinieri di Taranto e di Varese su alcuni esponenti del clan Lorusso in tema di traffico droga a Grottaglie.

Proprio un esponente di rilievo del clan omonimo, Alberto Lorusso, è il punto di partenza dell’indagine inizialmente delegata ai Ros dalla Procura di Caltanissetta. È ritenuto coinvolto nelle minacce rivolte dai vertici di Cosa Nostra ai magistrati della Procura di Palermo Antonino Di Matteo e Francesco Del Bene. Alberto Lorusso era detenuto, nel 2013,  con Totò Riina, a Milano. Non mancavano le confidenze tra loro. Come quando in un momento di socialità Lorusso ha raccontato a Riina di disporre di un arsenale militare o, viceversa, quando il “capo dei capi” ha rivelato i suoi propositi di vendetta per i disagi causati dal regime di carcere duro. Lorusso – spiegano ancora i Carabinieri – aveva perfino ascoltato le riservate considerazioni riguardanti gli attentati alla incolumità di Di Matteo, colpevole di aver portato a processo personaggi coinvolti nella cosiddetta trattativa Stato-Mafia.

Vicino ad Alberto Lorusso proprio Giancarlo Matichecchia, il latitante arrestato il 14 novembre sera, calabrese residente in provincia di Taranto. Così come Salvatore Margherita, pugliese residente in provincia di Varese. Nomi emersi pure dai racconti del collaboratore di giustizia Ciro Carriere, alla fine degli anni ‘90.

Accertati, grazie alle indagini, i rapporti consolidati di Matichecchia con la ‘ndrangheta di Rosarno per il traffico di cocaina. Avvenivano a Grottaglie molti incontri tra gli esponenti calabresi e gli indagati. Si decideva come gestire le piazze di Taranto e di Varese.

Tra i precedenti di Matichecchia varie rapine a portavalori e a banche, in particolare quella del ‘92 ai danni della Cassa di Risparmio di Prato. Reato che gli costo’ la condanna alla pena di otto anni e sei mesi di carcere.

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