Bari, nove in carcere per spaccio di droga a giovanissimi e porto illegale di armi

Gli arresti avvenuti tra Grumo, Toritto e Binetto nel febbraio 2014 confermati dalle sentenze della magistratura

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito le condanne definitive in carcere per nove soggetti arrestati nel 2014 perché gestivano un vero cartello della droga nell’hinterland barese.

Un totale di oltre 80 anni di carcere per nove soggetti che costituivano un vero e proprio cartello della droga tra Toritto, Grumo Appula e Binetto. I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno dato esecuzione al provvedimento definitivo emesso il 9 novembre scorso dalla Procura Generale di Bari nei confronti di capi e manovalanza di un gruppo criminale, individuato nel corso di un’operazione del febbraio del 2014, che gestiva il traffico di droga – eroina, cocaina, hashish, marijuana – nei Comuni dell’hinterland barese, contando su una nutrita rete di pusher che, in alcuni casi, non esitavano a fare ricorso alla minaccia delle armi per garantire il controllo delle piazze di spaccio e la regolarità dei pagamenti da parte dei ‘clienti’. In quell’occasione furono 13 gli arrestati, ritenuti appartenenti ad un clan facente capo alla famiglia Zonno di Toritto tra cui il capoclan, Cosimo Zonno, che dovrà scontare 10 anni di carcere. Le condanne emesse vanno dai 16 anni e due mesi ai quattro anni e sei mesi per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi, e per alcuni anche la violazione della sorveglianza speciale. L’organizzazione gestiva una rete di pusher che si occupavano di gestire lo spaccio ‘al minuto’ sul territorio. Due i principali canali di approvvigionamento utilizzati dalla banda: la droga proveniva dalla Campania, o dall’Albania. Nel corso dell’operazione i Carabinieri sequestrarono anche un locale, a Grumo Appula, utilizzato come laboratorio per la lavorazione e il confezionamento delle sostanze stupefacenti. Di solito, le dosi già pronte venivano occultate all’interno di muretti a secco, nei pressi di casolari di campagna o terreni abbandonati. L’attività investigativa era partita nel maggio del 2011, con un arresto in flagranza per spaccio a Toritto. Fondamentali poi alcune segnalazioni raccolte dai carabinieri sul territorio, da parte di genitori preoccupati per i sempre più frequenti episodi di spaccio. Nel corso delle indagini, numerosissimi sono stati i casi di spaccio provati dagli investigatori: in alcuni episodi, la droga era stata ceduta anche davanti alle scuole, ad acquirenti giovanissimi.

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