Rifiuti: gip, ok stoccaggio in vasche centrale Enel Brindisi

Il gip del Tribunale di Lecce Antonia Martalò ha autorizzato in via provvisoria, e in attesa di ulteriori accertamenti tecnici sulle ceneri, l’utilizzo delle vasche presenti presso la centrale elettrica di Brindisi-Cerano per stoccare le ceneri leggere, in linea con quanto proposto da Enel produzione, titolare dell’impianto. L’autorizzazione è stata concessa nell’ambito di un procedimento penale a carico di 31 persone, nell’ambito del quale è stato disposto il sequestro dell’intera centrale Federico II, con facoltà d’uso, e di 500 milioni di euro, ritenuti il profitto ingiusto dell’attività di smaltimento delle ceneri leggere. Esse infatti, secondo l’impostazione della Dda di Lecce, avrebbero dovuto essere smaltite come rifiuti speciali pericolosi, invece, sono state destinate al riutilizzo, cioè trasformate in cemento. Nell’inchiesta sono ipotizzati reati ambientali. L’autorizzazione del giudice all’utilizzo delle vasche per lo stoccaggio consente di mantenere l’operatività della centrale elettrica nell’immediato futuro. La centrale di Brindisi, come ribadito in altre occasioni da Enel, è uno snodo nevralgico per la sicurezza del sistema elettrico nell’area sud-orientale italiana. Nei giorni scorsi c’era stato un incontro in Procura, a Lecce, durante il quale Enel Produzione si era detta disponibile a versare 500 milioni di euro per ottenere il dissequestro dell’impianto, dichiarando altresì di essere fiduciosa di poter dimostrare di aver sempre trattato le ceneri nel rispetto della normativa vigente e ribadendo la correttezza dei propri processi produttivi, in piena conformità con l’Autorizzazione Integrata ambientale (Aia)

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