Petrolio, Costa Molina 2. Regione Basilicata: “Eni giustifichi presenza sostanze pericolose”

Venti giorni di tempo all’Eni per comunicare e produrre giustificazione di un fenomeno che non ci aspettavamo e che consideriamo grave. E’ quanto affermato dal governo regionale lucano, ad iniziare dal presidente Pittella e l’assessore all’Ambiente Pietrantuono, insieme ai vertici di Arpab, durante un incontro con i giornalisti per motivare tecnicamente il provvedimento di sospensione per 90 giorni dell’attività di reiniezione, nell’ambito delle estrazioni di greggio del Cova in Val d’Agri, del pozzo Costa Molina 2 in agro di Montemurro (PZ).

Decisivo il rilevamento di amine nelle acque di scarto della produzione petrolifera da parte dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, ovvero sostanze pericolose e considerate rifiuti da trattare in maniera specifica.

Una decisione – è emerso – che potrebbe essere prorogata o revocata a seconda delle evoluzioni che avrà la vicenda. Interrogativo su come la compagnia intenderà procedere. Pittella ha anche ricordato la delibera della Giunta nei confronti “della Total relativamente al progetto di trasporto del greggio” di Tempa Rossa “con le autobotti, per motivazioni comprensibili – ha messo in chiaro il governatore – di impatto ambientale e di sicurezza. Da questo punto di vista proviamo ad essere coerenti ed allo stesso tempo ad aprire ulteriormente il dialogo con la vicina Regione Puglia e con il Comune di Taranto, perché insieme condividiamo sfide significative che possono essere utili al Mezzogiorno e all’Italia”.

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