Andria. Bracciante, denunciava reddito al limite della sopravvivenza, confiscata villa con piscina e altri beni

Ieri mattina i Carabinieri di Andria hanno eseguito un decreto di Confisca di primo grado, emesso dal Tribunale di Trani – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, nei confronti di  un 42enne  attualmente sottoposto agli arresti domiciliari, pluripregiudicato con precedenti penali di detenzione illegale di armi e munizioni, contrabbando di t.l.e. e furto aggravato.

Le indagini patrimoniali hanno avuto inizio dopo che il 18 marzo 2015 in seguito ad un’attività d’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bari, venne tratto in arresto, insieme ad altre 17 persone, in ordine al reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo mafioso.

Nel corso dell’attività investigativa i Carabinieri eseguirono un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del capoluogo, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, sgominando una pericolosa organizzazione criminale di narcotrafficanti, di cui l’uomo faceva parte, attiva nel nord barese e capeggiata da un altro 32enne andriese, attualmente sottoposto al regime detentivo speciale di cui all’art.41 bis, co.2 O.P..

Quella disarticolata nel 2015 risultò essere un’organizzazione capace di gestire autonomamente il mercato della droga, principalmente nei comuni di Andria e Bisceglie, forte anche del possesso di un arsenale di armi da guerra, compreso un kalashnikov. Il 42enne fu scarcerato dopo 15 giorni dal riesame per mancanza di esigenze cautelari per poi essere condannato dal Tribunale di Bari, a seguito del rito abbreviato, esclusa l’aggravante del metodo mafioso, ad anni quattro e mesi otto di reclusione ed euro 20 mila di multa, in ordine al reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Attualmente è detenuto ai domiciliari in  esecuzione di un’ordinanza cautelare del Giudice per le Indagini Preliminari di Trani, unitamente ad altre cinque persone, in relazione ai reati di rapina aggravata, detenzione e porto illegale di armi (fucile a canne mozze cal. 12 mod. Nato, una pistola semiautomatica cal.40), ricettazione di due autovetture (entrambe dotate di lastre in acciaio apposte sugli schienali dei sedili posteriori) ed altro, per fatti accertati in Andria nel mese di gennaio 2015.

Gli accertamenti patrimoniali avviati nei suoi confronti eseguiti dai Carabinieri di Andria e dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno evidenziato come l’uomo abbia nel tempo mantenuto un tenore di vita notevolmente superiore alla proprie reali possibilità economico – finanziarie e capacità reddituali, che sulla carta si assestavano al limite della soglia di sopravvivenza.

Proprio da questa preliminare analisi è maturato il convincimento degli inquirenti, suffragato dall’esito delle verifiche, che il patrimonio sia stato accumulato con proventi di attività delittuose.

Il provvedimento eseguito nella giornata di ieri riguarda una villa di lusso – completa di piscina, arredi, impianti tecnologici, videosorveglianza e suppellettili di pregio -, con annesso appezzamento di terreno nonché due auto/motoveicoli, un conto corrente ed un libretto di deposito bancario.

L’intero patrimonio, del valore di circa 1 milione di euro, è stato sottoposto a confisca e affidato al custode giudiziario nominato dal Tribunale di Trani, non essendo prevista la facoltà d’uso sia per i familiari che per il proposto.

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