Ischitella (Fg): l’ultimo saluto a Nicolina

Dal profilo Facebook di Nicolina Pacini

ISCHITELLA (FOGGIA)  – Si sono conclusi nella chiesa di San Francesco d’Assisi a Ischitella i funerali di Nicolina Pacini, la 15enne uccisa con un colpo di pistola al volto dall’ex compagno della madre, che poi si è tolto la vita in una zona di campagna. L’uscita della bara dalla chiesa è stata accompagnata da un lungo applauso e dal lancio di palloncini bianchi. Tanta commozione tra le oltre mille persone accorse ai funerali, in un giorno che per il piccolo centro del Foggiano è stato di totale lutto cittadino.

“Per la seconda volta, in una settimana, la nostra Puglia è stretta in un abbraccio di dolore: prima i funerali di Noemi, a Specchia, nel profondo Sud; oggi quelli per Nicolina. Una terra che ci invidia il mondo, in cui alla luce splendida delle sue albe, si alterna l’oscurità della violenza; alla bellezza dei suoi paesaggi, l’orrore per questi crimini; alla santità che ha benedetto questa nostra diocesi, con san Michele Arcangelo e con San Pio da Pietrelcina, di cui oggi ricordiamo la festa liturgica, il terribile peccato del femminicidio”. Lo ha detto nell’omelia don Dino Iacovone, parroco della chiesa di San Francesco d’Assisi a Ischitella, ai funerali che si stanno celebrando per Nicolina Pacini, la 15enne uccisa con un colpo di pistola al volto dall’ex compagno della madre.

“Non vediamo più il viso angelico, sorridente, gioioso e delicato di Nicolina: in questi giorni lo abbiamo visto troppe volte in tv e sui social. Non avremmo voluto. Avremmo desiderato incontrarlo ancora in piazza, sulla villa, vicino alla chiesa, in giro per le strade, sui banchi di scuola”.   “Ma – ha proseguito il sacerdote – non lo abbiamo perso: seppur ci è stato rapito con violenza, la nostra fede e la preghiera della chiesa afferma che il suo volto è ormai nascosto nel volto di Cristo. Il volto di Cristo è in croce, e Nicolina ha sopportato un sacrificio crudele. Nicolina non è qui, è risorta con Gesù. Vive la vita nuova, la vita con Dio. Una vita senza più sofferenza e dolore, dove niente fa paura perché c’è solo pace e luce”. Ed ha aggiunto: “Ora qui si fermano le indagini sociologiche e investigative, si ferma la morbosa ricerca e i pettegolezzi vari. Si fermano le voci di rabbia e di ingiuria: risuona la Parola di Dio, consolatrice, che ridona speranza al nostro cuore afflitto”.(ANSA).

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