Opere post sisma 80′. Indagato ex sindaco Vietri di Potenza

Falso ideologico e abuso d’ufficio. Dovrà rispondere di queste accuse l’ex sindaco di Vietri di Potenza, Carmine Grande, raggiunto dall’avviso di chiusura indagini della Procura di Roma in merito ad un presunto ammanco nelle casse comunali di 221 mila euro, causato da un blocco alle opere post terremoto del 1980 già decise dal suo predecessore. A riferirlo è il Quotidiano del Sud a firma del giornalista Leo Amato. In carica dal 2012 allo scorso giugno, quando è stato sconfitto a sorpresa nell’ultima tornata elettorale e per questo finito all’opposizione, Grande avrebbe stoppato l’arrivo di alcuni finanziamenti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in più nel 2013 attestato “falsamente” a governo e Regione Basilicata che “per una serie di opere pubbliche e servizi svolti dal Comune, “non vi era nesso di casualità con gli eventi sismici degli anni 80’”, nonostante per lo stesso ufficio tecnico vietrese il nesso causale vi fosse.

Aggravante dell’abuso ufficio – si legge tra le righe – per una nota datata 2015 con la quale comunicava agli stessi enti “senza averne il potere e la competenza, essendo la valutazione di esclusiva spettanza degli uffici tecnici”, che continuavano a sostenere il contrario.

Nel procedimento, portato avanti dal pm Erminio Amelio e il procuratore aggiunto Paolo Ielo, risultano indagati anche l’attuale responsabile dell’Ufficio tecnico Vito Silvestri, accusato di aver attestato il falso, quando nel 2015 si rimangiò un precedente collegamento delle opere al terremoto dell’80’ così come approvato in consiglio comunale, e il responsabile dell’ufficio di ragioneria, Adolfo Nappi, per non aver posto il visto di regolarità contabile e l’attestazione di copertura finanziaria su alcune determine di liquidazione del 2010.

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