Incendi in Basilicata, prende corpo l’ipotesi dolosa

Chi si nasconde dietro la maggior parte degli incendi in Basilicata? Domanda più che spontanea, sorta all’indomani del ritrovamento di materiale infiammabile in contrada Cerreta a Potenza, colpita da un vasto rogo che ha minacciato residenti e zona boschiva a ridosso del Monte Li Foj, al confine tra il capoluogo lucano e Picerno.

Nell’ultima conferenza delle Regioni, la Protezione Civile nazionale aveva parlato di un’alta percentuale di inneschi incendiari collegata all’imprudenza o al dolo. Circostanza che potrebbe essere la più accreditata anche sul territorio lucano, in questa estate 2017, incenerito da centinaia di roghi e solo fortunosamente senza causare vittime. Nei primi sette mesi dell’anno, Legambiente Basilicata ha confermato l’aumento degli incendi – rispetto allo stesso periodo del 2016 – del 400 per cento. Quadro sconfortante, secondo l’organizzazione ambientalista, con fenomeni “anche più devastanti”.

Nella sola giornata di mercoledì, la Sala Operativa della Protezione Civile regionale ha registrato circa una cinquantina di fenomeni tra il Potentino ed il Materano: oltre all’area di Cerreta, dove hanno operato vigili del fuoco, Area Programma di Muro Lucano, volontari e gli stessi residenti, l’evento più importante ha investito il Monte Arioso, tra i comuni di Pignola ed Abriola, dove uomini e mezzi a terra hanno lavorato instancabilmente per più di due giorni, aiutati da un elicottero dei Carabinieri Forestali e due canadair. I velivoli, costretti a fare la spola con la provincia, in particolare nel bosco di Calvello ed a Colobraro, nel Materano, sono risultati determinanti nelle operazioni di spegnimento. In queste ore, squadre impegnate a Forenza, mentre prosegue la bonifica ed il monitoraggio del territorio. In vista del weekend, l’auspicio è che il peggio sia ormai alle spalle.

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