Toghe e Politica. Sospeso il processo disciplinare a Emiliano, gli atti inviati alla Consulta

Sospeso il processo disciplinare al governatore della Puglia Michele Emiliano con invio degli atti alla Consulta.

È quanto ha deciso la sezione disciplinare del Csm nel procedimento a Emiliano, magistrato in aspettativa sotto accusa per la sua attività politica come dirigente del Pd. La Consulta dovrà verificare la legittimità costituzionale della norma che prevede come illecito disciplinare per un magistrato, anche se fuori, l’iscrizione ad un partito politico.

Non è la prima volta che la Consulta è chiamata ad esprimersi sulla norma che vieta ai magistrati partecipazione politico di un magistrato. Lo fece nel 2009, sempre su impulso del Csm nel caso del senatore Luigi Bobbio, magistrato fuori ruolo, sottoposto a procedimento disciplinare perché scaduto il suo mandato parlamentare e continuando a rimanere fuori ruolo, aveva assunto la carica di presidente provinciale di An.

La Consulta respinse la questione e Bobbio fu poi sanzionato dal Csm con l’ammonimento. Si trattava di un caso diverso, secondo Armando Spataro, difensore disciplinare di Emiliano, che nella scorsa udienza aveva chiesto un nuovo rinvio alla Consulta, perché “la Corte si era pronunciata su un mandato tecnico”, mentre per Emiliano il Csm ha autorizzato più volte un “mandato elettivo”.

“Sono molto soddisfatto” ha dichiarato il presidente pugliese “avevo più volte detto che c’era un forte dubbio interpretativo e che ci fosse la necessità di un chiarimento. Indipendentemente da come deciderà la Corte Costituzionale, il Csm ha ritenuto che la questione di legittimità da noi sollevata possa avere fondamento”.

“Il fatto che dopo 11 anni mi sia mossa questa contestazione secondo il mio giudizio dimostra che l’elemento soggettivo dell’illecito della colpa o del dolo non esiste”. “Sono molto contento perché si dimostra che la sentenza precedente della Consulta, su Luigi Bobbio, non si attaglia al mio caso”, ha concluso.

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