Mafia e politica, 27 arresti: in carcere anche i sindaci di Avetrana ed Erchie

Le mani sulla città. Anzi, su due province: Taranto e Brindisi. Ci sono anche 5 politici tra i 27 arresti dell’operazione “Impresa” della Squadra Mobile di Taranto, coordinata dalla DDA di Lecce.

In carcere il sindaco di Avetrana, Antonio Mino’, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver forzato assunzioni al 118, non come sindaco ma nel ruolo di presidente dell’associazione Avetrana Soccorso. In carcere pure Massimiliano Rossano, assessore allo Sport e al Turismo del comune di Manduria, accusato di aver intascato una tangente per la realizzazione di una pista di pattinaggio.

Ai domiciliari gli altri tre. L’ex consigliere comunale di Manduria, Nicola Dimonopoli: accusato di scambio politico elettorale – mafioso. Avrebbe attinto a quello che il Gip ha definito “capitale mafioso” (un bacino di relazioni malavitose) prima per garantirsi i voti, poi per ottenere la presidenza al consiglio comunale, in riferimento alle amministrative del 2013. Sempre ai domiciliari Giuseppe Margheriti, sindaco di Erchie e Domenico Margheriti, ex vicesindaco del Comune brindisino. Dovranno rispondere di corruzione aggravata per aver favorito un appalto da un milione di euro per un intervento nell’area industriale.

Tre i filoni individuati nel corso delle indagini, riconducibili alla Sacra Corona Unita, con a capo – spiega la Polizia – Giuseppe Buccoliero, Antonio Campeggio e Francesco D’Amore. Fiere, ristoranti, lunapark e appalti pubblici. Non si facevano mancare niente. Un episodio tra tanti  e’ la tentata estorsione da parte di Campeggio ai danni dei vincitori dell’appalto per l’organizzazione della 272esima Fiera Pessima di Manduria, cui sarebbe stata chiesta una tangente da 30mila euro. “Rileviamo – afferma il Questore di Taranto Stanislao Schimera – un movimento al contrario nelle relazioni: sono i pubblici amministratori a rivolgersi al sodalizio criminale per raggiungere i propri scopi, e non viceversa”.

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