Lavoro, “nuovo fenomeno”: in opere case cinesi, operai cinesi

In provincia di Matera si è sviluppato un “nuovo fenomeno” consistente nell'”impiego di maestranze formate da cittadini della Repubblica Popolare Cinese utilizzati su micro cantieri edili costituiti per ristrutturazioni edili di appartamenti e negozi, sempre in uso alla comunità cinese di Matera”. Lo ha reso noto l’Ispettorato territoriale del lavoro di Potenza-Matera, al termine dell’operazione “Profumi di loto” eseguita a carico di “segmenti imprenditoriali orientali” insieme ai Carabinieri. Nel primo caso riscontrato, un’impresa è stata trovata con tre lavoratori su quattro in nero: è scattata la sospensione dell’attività, con sanzioni e ammende (anche per violazioni alla sicurezza) per oltre 15 mila euro, e due persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria. L’Ispettorato ha definito “di particolare interesse il fatto che il titolare cinese della ditta individuale del settore edile, che utilizzava i lavoratori cinese, avesse sede legale in provincia di Bari, come anche il committente dei lavori fosse anch’egli di cittadinanza cinese, con residenza in Puglia”. Durante altri controlli a carico di un’altra impresa che utilizzava solo lavoratori cinesi (tre, tutti in nero) sono stati individuati due lavoratori clandestini “per i quali sono stati prodotti i relativi provvedimenti di espulsione. Anche in tale caso, l’attività dell’impresa è stata sospesa, con ammende per un totale di oltre 46 mila euro (anche a causa della violazione delle norme di sicurezza). Il personale dell’Ispettorato ha ricostruito “i collegamenti con i committenti dei lavori”, un cinese “interessato all’avvio di un’attività di commercio di calzature” e un pakistano “per l’avvio di attività di somministrazione di alimenti e bevande”. Infine, a Tito (Potenza), è stata sospesa l’attività di un commerciante cinese dopo verifiche su sei posizioni di lavoratori di etnia cinese, “due dei quali sono risultati completamente in nero e quindi sconosciuti alla pubblica amministrazione”. In tale caso sono state rilevate “trasgressioni inerenti la mancata autorizzazione per gli impianti di videosorveglianza e altre violazioni al testo unico sulla sicurezza”. Le ammende decise ammontano a quasi diecimila euro e il titolare dell’impresa, un cittadino cinese, è stato denunciato all’autorità giudiziaria.

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