Assalti ai bancomat in Basilicata, 5 arresti in Puglia

Li hanno definiti veri e propri attentati. I Carabinieri del comando provinciale di Potenza hanno sgominato una banda dedita allo scasso e furto dai bancomat. Cinque le ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di Nunzio e Vincenzo Di Bisceglie, Carmine Fratepietro, Antonio Mentana e Giuseppe Calenda, tra il marzo e l’aprile 2016, considerati responsabili di una decina di assalti agli sportelli di istituti bancari lucani e pugliesi.

Le indagini, definite complesse dal Procuratore della Repubblica potentina, Luigi Gay, sono scattate dopo l’ennesimo colpo ad Acerenza ed hanno coinvolto 18 indagati. Impegnati oltre 50 militari delle province di Potenza, Bari e Foggia, oltre ad un velivolo del Nucleo Elicotteri attivato da Bari, usato per portare a termine gli arresti, in esecuzione dell’ordinanza emessa  dal Gip del capoluogo lucano.

Il sistema era ritenuto infallibile e veniva consumato dalla banda, composta da quasi tutti pregiudicati, in meno di 5 minuti con base logistica a Minervino Murge, nel barese. Dopo aver scelto l’obiettivo, il blitz era attuato con il “metodo della marmotta”. Ovvero, un ordigno metallico, opportunamente riempito di esplosivo, veniva agganciato agli sportelli per la detonazione. Poi la fuga a bordo di potenti automobili con targa falsa e l’avvio dello smercio delle banconote ottenute. Un mercato davvero ingente e sul quale continua l’azione degli inquirenti. “Circa 130 mila euro” – ha dichiarato Gay, il quale ha specificato anche la verifica biometrica delle persone condotte in carcere.

 

 

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