Potenza. Inchiesta su affidamento diretto nei servizi Sprar a Muro Lucano

Inchiesta dei Carabinieri a Muro Lucano sull’affidamento diretto per i servizi di accoglienza migranti richiedenti asilo ed assunzione di parenti e amici di partito.

Truffa ai danni dello stato, falso, corruzione e violazione del codice degli appalti, nell’ambito dell’affidamento diretto dei servizi allo SPRAR a Muro Lucano.

Con queste accuse, il Gip di Potenza ha emesso 4 divieti di dimora nei confronti dell’amministrazione comunale del centro potentino: coinvolti il sindaco Gerardo Mariani, gli assessori Pietro Farenga e Giuseppe Savastano ed il consigliere Vincenzo Caputi. Le indagini sono state coordinate dalla Procura del capoluogo lucano e condotte dal nucleo dei Carabinieri di Melfi.

Grazie ad intercettazioni e rilievi fisici, partiti nel 2015, i militari hanno accertato l’affidamento diretto dei servizi per l’accoglienza dei migranti stranieri richiedenti asilo alla cooperative Il Sorriso, la sui responsabile pugliese, Gabriella Errico, ha ricevuto il divieto di 6 mesi all’esercizio dell’attività imprenditoriale.

Nella struttura venivano assunte figure professionali poi risultate inesistenti ed è stato procurato un danno erariale di un biennio per circa 600 mila euro. Alcuna procedura selettiva, anzi, secondo la ricostruzione, il comune non avrebbe incontrato ostacoli a far assumere parenti e amici di partito senza le specifiche competenze richieste dalla normativa in materia. Falsa, come certificato dai Vigili del Fuoco, inoltre, la conformità della sicurezza strutturale.
La vicenda, ha rimarcato il procuratore della Repubblica, Luigi Gay, ha trovato riscontro nelle segnalazioni già fatte dall’ANAC. Sotto la lente d’ingrandimento anche altri affidamenti diretti portati avanti dal Comune.

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