Il rapporto ministeriale sull’attività della DIA: Basilicata esposta a influenze criminali

Relazione al Parlamento: “Pressioni sodalizi regioni limitrofe”

Un passaggiodedicato all’inchiesta sulle estrazioni petrolifere conclusa nel mese di marzo, che – secondo la Dia – ha fatto luce su un consistente traffico e smaltimento di rifiuti speciali

Il territorio della Basilicata è “particolarmente esposto alle influenze criminali delle tre regioni confinanti” (Calabria, Campania e Puglia): allo stesso modo, “proprio in ragione della peculiare posizione geografica che si presta a forme di pendolarismo criminale”, si sono verificati molti arresti di persone provenienti da questi territori.

Sono alcune delle considerazioni contenute nella relazione del Ministro dell’Interno al Parlamento sulle “Attività svolte e sui risultati conseguiti dalla Direzione investigativa antimafia” per il primo semestre 2016.

Un territorio quindi, quello lucano, che “risulta esposto alle pressioni criminogene dei sodalizi tradizionalmente radicati” in Calabria, Campania e Puglia. L’Antimafia ha fatto un particolare riferimento agli arresti di un pregiudicato campano a Vietri di Potenza (Potenza), “legato al gruppo Amato-Pagano di Melito di Napoli (Napoli), di cinque pugliesi e ad alcune famiglie calabresi: a Scalea (Cosenza ), infatti, si registrerebbe “la presenza dei Valente, e degli Stummo, in contatto con i Muto, la cui influenza si estende su tutto il versante tirrenico cosentino, da Guardia Piemontese fino al confine” con la Basilicata.

“La vicinanza territoriale con la Campania – inoltre – avrebbe favorito l’insediamento di pregiudicati campani sul territorio della Basilicata”.

Un passaggio è stato anche dedicato all’inchiesta sulle estrazioni petrolifere “denominata ‘Tempa Rossa’, conclusa nel mese di marzo, che – secondo la Dia – ha fatto luce su un consistente traffico e smaltimento di rifiuti speciali”.

Esaminando invece le diverse aree della Basilicata, i gruppi criminali che operano nel Potentino, “nonostante la costante azione di contrasto messa in campo dalla magistratura e dalle forze di Polizia, appaiono ancora in grado di esercitare pratiche estorsive nei confronti di esercizi commerciali e aziende”.

Il Vulture-Melfese continua invece “a essere caratterizzato da episodi che per loro natura potrebbero sottintendere logiche e strategie proprie della criminalità organizzata, con vari attentati incendiari nei confronti di amministratori di imprese edili”.

Nel Potentino e nel Materano, nel corso del semestre, l’attività delle forze dell’ordine si è anche concentrata sul settore della raccolta illecita di scommesse sportive. La provincia di Matera continua anche “a essere segnata da episodi di danneggiamento, anche a seguito di atti incendiari, dai quali, allo stato, appare sostanzialmente estranea la matrice mafiosa”: la criminalità “di matrice straniera, per quanto meno strutturata, sarebbe particolarmente attiva nei reati di natura predatoria, come i metalli pregiati (rame e alluminio)”. (ANSA)

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