Buttafuori imposti “con la forza”. A Potenza cinque misure cautelari

 

In tre mesi, a cavallo tra il 2015 e il 2016, avevano estorto e danneggiato noti locali pubblici di Potenza e dintorni, imponendo il servizio di buttafuori a discapito di altri. Determinanti, la forza e notorietà degli interessati: affiliati al clan locale Martorano-Stefanutti, collegato ad una cosca calabrese, anni fa già protagonista di uno stesso episodio ad una discoteca a Picerno.

È quanto scoperto con l’indagine diretta dalla Procura della Repubblica e condotta dalla Squadra Mobile del capoluogo lucano. Applicate cinque misure cautelari, due in carcere ed altrettante ai domiciliari ed un divieto di dimora, nei confronti di Alessandro e Michele Scavone – legati solo dall’affare illecito – Pasquale Ciciriello, il cittadino rumeno rintracciato in patria Ionut Luchian, tutti con precedenti penali, e Giuseppe Martoccia.

Denunce ed una testimonianza fatta da un collaboratore di giustizia hanno fatto partire il lavoro degli inquirenti, fatto di intercettazioni e verifiche. Contestata l’aggravate di aver utilizzato modalità mafiose per ottenere i vantaggi con l’obiettivo dichiarato di monopolizzare il servizio sul territorio con buona pace dei gestori.

Ad Alessandro Scavone e Giuseppe Martoccia, in particolare, contestata l’intestazione fittizia del bar caffetteria Nautilus di Potenza, sotto sequestro e dove è risultata falsa l’assunzione dello stesso Scavone.

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