Tre anni fa la tragedia di vico Piave, Matera non dimentica

Matera. Vico Piave, Matera non dimentica una delle pagine più tristi della sua storia. Non può e non deve farlo perchè mancano ancora troppe risposte : per chi è scampato al crollo ma ha perso la casa, ma soprattutto per chi ha perso la vita sotto un cumulo di macerie che ha risucchiato relazioni e progetti di vita.

Sono passati tre anni. Erano le 7:20 quando un boato rompe il silenzio del sabato mattina. In una strada ai margini del centro storico crollano le estremità di due palazzine. Due le vite spezzate.

Antonella Favale, 31 anni, ritrovata incastrata tra due travi e Nicola Oreste 57enne, individuato dopo oltre 12 ore, ancora in vita, deceduto due mesi dopo in ospedale per le gravi ferite riportate.

Tra i superstiti Sara Elia, estratta viva dalle macerie.

Ci sono famiglie che pagano il mutuo di una casa crollata e pagano il fitto della nuova sistemazione. E non bastano i  fondi straordinari destinati alla causa dalla Regione Basilicata nella legge finanziaria  per alleviare il disagio delle famiglie sgomberate .
Un anno fa l’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato a nove persone coinvolte nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Matera. Gli indagati a vario titolo sono proprietari di immobili, tecnici e titolari di imprese, tecnici e dirigenti del Comune . Nonostante il deposito di un’istanza di sollecito, si attende l’avvio dell’udienza prelimare.

I segni della tragedia sono sempre impressi nella memoria di chi l’ha vissuta. Dai residenti ai soccorritori, dalle forze dell’ordine a chi ha raccontato quell’interminabile giornata.

La Magistratura su una tragedia in parte annunciata e su cui pesano delle precise responsabilità, è chiamata a dare le risposte che mancano, perchè la verità non può restare sotto le macerie.

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