Usura, 9 in manette tra Taranto e Matera

Lo chiamano anche il re dell’usura. Sorvegliato speciale e con un ricco curriculum in materia, finisce di nuovo nella rete della Finanza Cosimo Damiano Surgo, lizzanese, 53anni. Facevano capo proprio a lui infatti le persone ammanettate nel corso dell’ultima operazione delle Fiamme gialle. 9 in manette: 6 in carcere e 3 ai domiciliari, arrestate tre le province di Taranto e di Matera. Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata all’usura e, per uno di loro, di favoreggiamento personale. Stando a quanto emerso dalle indagini, ai prestiti venivano applicati interessi del 10% mensile. Interessi che aumentavano in maniera esponenziale in caso di mancati pagamenti, fino a raggiungere cifre da capogiro.

Il Gip del Tribunale di Taranto Filippo Di Todaro, su richiesta del Pm Giovanna Cannarile, oltre alle misure di custodia cautelare ha disposto un sequestro di beni e disponibilità finanziare per 200 mila euro. Le vittime preferite dal gruppo di strozzini, i piccoli imprenditori con difficoltà economiche. Tra queste un uomo impegnato nelle vendite ambulanti nei mercati rionali delle province di Taranto e Brindisi.

Surgo era già stato arrestato il 24 ottobre 2016, con il figlio pasquale, nell’operazione dei Carabinieri “Compare mio”. I tassi, segnalati quella volta, arrivavano, pensate, anche al 200% di interesse. il suo nome , ancora, fu al centro dell’operazione “Re Mida” del 2008 chiusa con un sequestro da 7 milioni di euro.

Share Button