Altamura. Accusato di aver soffocato la figlia di 3 mesi per ottenere risarcimento dai medici

Avrebbe ucciso la figlia e poi “utilizzato la morte della piccola, con modalità e contenuti da rabbrividire, al solo scopo di speculare sulla stessa, nel tentativo di invocare la responsabilità dei medici e di ottenere un risarcimento dei danni”.

È un passaggio dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere notificata oggi al 29enne di Altamura Giuseppe Difonzo, accusato dell’omicidio volontario premeditato della figlia Emanuela, di soli 3 mesi, soffocata nel febbraio scorso durante un ricovero nell’ospedale Pediatrico di Bari.

Stando alle indagini dei Carabinieri, coordinati dal pm Simona Filoni, l’uomo avrebbe inoltre “utilizzato la vicenda della morte della figlia per suscitare sentimenti di pietà e commozione” e ottenere donazioni da amici e conoscenti. Nelle numerose telefonate intercettate, una anche con il Vaticano il cui il 29enne chiedeva di parlare con il Papa, l’uomo raccontava menzogne sui suoi bisogni economici dovuti al decesso della figlia, dal pagamento dei consulenti tecnici all’avvocato.

Le indagini hanno però documentato che avrebbe poi utilizzato quei soldi per acquistare cibo, sigarette, ricariche telefoniche e gasolio. (ANSA).

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