Bari. La Procura chiede il rinvio a giudizio del sindaco di Valenzano

Con l’accusa di aver chiesto all’ex vicesindaco di Valenzano mille euro al mese in cambio della candidatura alle elezioni regionali in Puglia del maggio 2015, la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco di Valenzano, Antonio Lomoro (coalizione di centrodestra), e per il consigliere comunale di maggioranza Agostino Partipilo.

Lomoro nei mesi scorsi è balzato all’onore delle cronache per la vicenda della mongolfiera della festa patronale di San Rocco dedicata alla famiglia di un pregiudicato locale e che ha acceso un dibattito sul ruolo delle istituzioni nella lotta alla mafia, portando a Valenzano anche la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi.

Mongolfiera Valenzano

Mongolfiera Valenzano

Stando alle indagini della magistratura barese, coordinate dal sostituto Claudio Pinto e dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno, più di un anno fa il sindaco e un consigliere si sarebbero resi protagonisti di un’altra vicenda ora finita in un’aula di tribunale.

I due indagati avrebbero cioè indotto l’ex vicesindaco, Francesca Ferri, “a consegnare loro indebitamente 1.020 euro mensili, corrispondente all’indennità percepita per la carica rivestita, non riuscendo nell’intento per rifiuto nella stessa”.

In particolare, avendo appreso dell’intenzione della Ferri di candidarsi alle elezioni regionali, le avrebbero fatto “chiaramente intendere come per candidarsi fosse necessario il loro consenso ed il loro avallo politico”.

A questo scopo, e per non essere sfiduciata in Giunta comunale, avrebbe dovuto pagare. Gli inquirenti hanno inoltre ricostruito che proprio dopo il suo rifiuto, le sarebbe stato revocato dal sindaco l’incarico al Comune nel marzo 2015.

Ai due indagati la Procura contesta il reato di tentata induzione indebita a dare o promettere utilità. L’inchiesta è partita dalla denuncia di Francesca Ferri, difesa dall’avvocato Fabio Campese, che si costituirà parte civile. L’udienza preliminare inizierà il 16 febbraio 2017 dinanzi al gup del Tribunale di Bari Giovanni Anglana. (ANSA)

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