Ilva e inquinamento, continua il braccio di ferro Emiliano-Galletti

imageEmiliano: “Stop all’Ilva finché inquina”. Lacarra: “Serve cautela”. Galletti: “Siamo sulla strada giusta per Taranto”. E Stefano, armato di ordinanza, aspetta ulteriori conferme agli ultimi dati. È il quadretto, in estrema sintesi, di una mattinata tra conferenza nella sede provinciale del PD, voluta dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano per discutere dello studio epidemiologico, e la tappa tarantina del tour dei Centristi per il SI con Pier Ferdinando Casini ed il ministro all’Ambiente Gianluca Galletti, sul Referendum per la Riforma sulla Costituzione.

A Taranto dunque, contemporaneamente, Emiliano e Galletti: protagonisti, negli ultimi giorni, di un braccio di ferro a distanza proprio sui dati della discordia. Se per il presidente della Regione, infatti, saranno “un gravissimo elemento probatorio nel processo Ilva” che quindi “ancora inquina e va fermato”, per il ministro “sono dati vecchi. All’allarmismo preferiamo le risposte quotidiane, come le bonifiche avviate”. Sarebbe facile incontrarsi, ma non lo fanno. “Se Galletti avesse fatto sapere che era in Puglia, avremmo potuto parlare”, taglia corto Emiliano. Invita alla “cautela” invece il segretario regionale PD Marco Lacarra: “Finché non avremo elementi oggettivi e scientifici”.

E mentre il presidente più amato dagli italiani (v. sondaggio Index research) spiega ai suoi le linee di una battaglia “iniziata e che porterò avanti, perché si rispettino la legge, la salute e l’ambiente”, all’altro incontro, Galletti si dice “soddisfatto, perché in questa fase delicata di cessione dell’Ilva, abbiamo messo l’ambiente al centro della trattativa. Lo stanno verificando tre esperti. Intanto abbiamo ridotto la produzione per inquinare meno”. “Scelta che ha richiesto quaranta Conferenze di servizi. Contro queste lungaggini – passa al Referendum – invito i tarantini a votare SI”.

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