Morto in Ospedale a Taranto l’uomo investito da un pirata della strada all’uscita da uno stabilimento balneare

Non ce l’ha fatta Giovanni Aprea, di 37 anni, l’uomo investito la notte tra il 18 e il 19 agosto scorsi da un’auto pirata mentre usciva da uno stabilimento balneare a Marina di Lizzano, sulla provinciale 122 (litoranea ionico-salentina). L’uomo, che era stato trasportato in condizioni disperate all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, è morto oggi a causa delle gravissime ferite riportate.

Aprea era stato sottoposto ad un intervento chirurgico per limitare il gravissimo trauma cranico riportato nell’impatto, ma non è mai uscito dallo stato di coma. L’uomo che lo ha investito, fuggendo senza prestare soccorso, era stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri qualche ora dopo. Si tratta di un 27enne di Taranto, poi risultato positivo per abuso di alcool, con tasso alcolemico pari a 0.801 g/l. Il pm di turno gli aveva contestato i reati di omissione di soccorso, lesioni personali gravi o gravissime e guida in stato di ebbrezza alcolica. Ora il capo di imputazione potrebbe cambiare in omicidio stradale.

Il giovane, alla guida di una Lancia Y, aveva travolto il pedone che usciva dallo stabilimento balneare con un amico dopo aver partecipato ad una serata musicale.

L’autista, dopo avere investito l’uomo, si era fermato qualche metro più avanti e, resosi conto della gravità delle ferite provocate alla vittima, rimasta esanime al suolo, aveva spento le luci dell’auto – secondo la ricostruzione dei carabinieri – per evitare un riconoscimento della targa e poi si era allontanato a forte velocità in direzione di Torricella (Taranto).

Il conducente dell’auto pirata era stato bloccato e arrestato dai militari mentre chiedeva informazioni ad una guardia giurata, in servizio all’ospedale, sullo stato di salute di una persona investita e probabilmente ricoverata in quella struttura sanitaria. (ANSA)

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