“Dedica clan” sulla mongolfiera di San Rocco a Valenzano. Curia: “atto blasfemo”. DDA: “nessun reato”

“Dolore e condanna” per la “deprecabile vicenda accaduta durante la recente festa del Santo Patrono in Valenzano” vengono espressi dalla Curia di Bari-Bitonto, che manifesta la “propria totale estraneità all’accaduto, insieme a quella del parroco”.

Il riferimento è alla dedica apparsa su una mongolfiera (“Famiglia Buscemi. Viva san Michele, viva san Rocco”) pagata dal clan Buscemi, ritenuto legato al clan mafioso Stramaglia.

L’arcidiocesi di Bari-Bitonto – prosegue la nota – “esprime piena fiducia negli organi inquirenti affinché sia fatta piena luce sulla triste vicenda. Auspica che la magistratura possa poi intervenire secondo giustizia”.

“Nel ribadire – aggiunge – che è sempre un atto blasfemo e motivo di scandalo quello di infiltrare messaggi criminali in manifestazioni religiose, la Chiesa di Bari-Bitonto si dissocia fermamente dall’opera di chi non ha nulla a che vedere con la sana religiosità popolare. Dio abbia misericordia di quanti sbagliano e sostenga i sani propositi delle persone buone”.

Intanto il deputato Pd Dario Ginefra, che ieri ha sollevato il caso dichiara che è “di conforto per tutti coloro che si battono per la legalità e per il contrasto alle nostre mafie” il comunicato della Curia.

“Sarà mia cura – aggiunge Ginefra – chiedere alla presidente Bindi di assumere la vicenda valenzanese come esemplare per un approfondimento della commissione antimafia per valutare l’opportunità di prevedere nuove misure che possano corresponsabilizzare i comitati feste patronali a svolgere una funzione attiva e collaborativa per prevenire il reiterarsi di tali episodi”. Episodi che, conclude il deputato Pd, “oltre a rappresentare un messaggio di potere delle nostre mafie nelle comunità, offendono il sentimento dei tantissimi che in modo inconsapevole vengono coinvolti in simili iniziative blasfeme e illegali”.

Nessun reato di interesse della Dda di Bari è stato commesso con la dedica alla famiglia Buscemi impressa su una delle mongolfiere lanciate durante la festa patronale di San Rocco a Valenzano (Bari).

Lo si apprende da fonti vicine agli ambienti giudiziari baresi. La semplice intitolazione dell’aerostato alla famiglia del pregiudicato Salvatore Buscemi, su cui la Dda di Bari ha in corso diverse indagini, non costituisce – viene sottolineato da fonti inquirenti – un reato penale. L’inchiesta è ora nelle mani della Procura ordinaria, ed in particolare del procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno, per la contestazione di un reato punito con una contravvenzione, relativo alla mancata autorizzazione per il lancio delle mongolfiere.

Stando a quanto ricostruito dai Carabinieri che indagano sull’episodio, quattro famiglie di Valenzano, tra cui i Buscemi, si sarebbero rivolte al Comitato feste patronali dicendo di essere interessate a finanziare il lancio di mongolfiere. Il Comitato li avrebbe quindi indirizzati ad una ditta di Capurso (Bari) che avrebbe ottenuto 500 euro per ciascuno dei quattro aerostati lanciati durante la festa di San Rocco.

Gli investigatori hanno già ascoltato i responsabili del comitato feste patronali di Valenzano e il titolare della ditta delle mongolfiere, i quali hanno confermato questa ricostruzione. L’unica violazione accertata riguarda l’articolo 57 del Testo Unico sulla Pubblica Sicurezza relativo al lancio non autorizzato di mongolfiere che costerà al titolare della ditta di Capurso un’ammenda di alcune centinaia di euro.

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