A Matera, un convegno sui nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (Lea)

lea“Le famiglie attendevano da tempo norme che consentano di dare risposte a problemi e bisogni evidenti delle persone autistiche e delle famiglie. Ma ci sono degli aspetti che vanno meglio definiti come il passaggio dei soggetti autistici all’età adulta, dove sembra che imbocchino un tunnel in cui mancano punti di orientamento per loro e per le loro famiglie”. Lo ha detto l’onorevole Paola Binetti (Area Popolare) intervenuta oggi, a Matera, nel corso di un incontro sul tema “I nuovi Lea: un’urgenza per malattie rare e autismo”. “La diagnosi – ha aggiunto la deputata, autrice del libro ‘Lo spettro autistico’ – diventa quella della psicosi. Per la società il giudizio è quello di disabili mentali da istituzionalizzare senza terapie. Praticamente invisibili. Cancellati da un equivoco diagnostico che per anni ha negato la forma adulta del disturbo pervasivo dello sviluppo e ha lasciato le famiglie da sole a gestire situazioni difficili, senza prospettive per il futuro. E’ merito di alcune associazioni di famigliari, supportate da specialisti, aver detto che, se dall’autismo non si guarisce, migliorare la vita delle persone autistiche è possibile e doveroso”. Il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, ha evidenziato le novità dei provvedimenti con l’approvazione dei Livelli essenziali di assistenza e della legge sull’autismo. “Sono provvedimenti – ha detto De Filippo – che fissano concreti parametri di riferimento, risorse e percorsi per dare una risposta a problemi che vanno incontro alle esigenze dei territori e dei cittadini”. Per la psicoterapeuta Magda Di Renzo, “c’è la necessità di differenziare la tipologia e l’entità del disturbo autistico al fine di promuovere terapie individualizzate. E’ importante effettuare la diagnosi precoce, ma bisogna stare attenti a non anticiparla eccessivamente per non condannare il bambino a una condizione patologica che potrebbe non appartenergli. Grazie all’attività di ricerca abbiamo isolato una tipologia di bambini autistici che possono avere una prognosi favorevole”. (ANSA).

 

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