Mattarella a Bari. Parla il Carabiniere che lavora a Matera fratello del poliziotto Fulvio Schinzari

Giuseppe Schinzari, ispettore capo presso il Comando Carabinieri di Matera, fratello del poliziotto Fulvio: da lui ricevo grande forza

“Io ho perso un fratello ed è dura, però la sua morte mi ha dato una forza incredibile che non pensavo di avere. Anche perché sono l’unico maschio rimasto a casa e devo prendere in mano le redini della situazione. Farò il massimo cercando di andarmi a sfogare altrove quando avrò i miei momenti. Ma seguirò gli sviluppi di questa vicenda: non mi arrenderò mai”.

Lo ha detto l’ispettore capo dei carabinieri Giuseppe Schinzari, fratello del poliziotto Fulvio Schinzari, morto nell’incidente ferroviario avvenuto in Puglia. Schinzari ha parlato con i cronisti al termine della visita del Capo dello Stato ai parenti delle vittime oggi all’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari.

“Eravamo tutti in una unica aula alquanto angusta” ha aggiunto “e il Capo dello Stato non ha potuto raggiungere tutte le famiglie. Le fila sono molto serrate e non c’è stata la possibilità di parlare con tutti”. Mattarella, ha aggiunto, “è entrato con molta discrezione e si è introiettato tra le fila per dare un segnale di cordoglio”.

In questi giorni, ha sottolineato, “ci sono stati tutti vicino e ci hanno assistito in ogni maniera. Dobbiamo dirlo. Tantissima solidarietà, anche a casa”.

“Ora” ha concluso “c’è tanta rabbia, ma io ho tastato anche gli umori delle altre famiglie. E c’è una buona dose di fiducia nelle istituzioni e nella giustizia”.

Si è soffermata con i giornalisti anche sua sorella, Mariarita: “Ho perso quel treno per cinque minuti”, ha detto, “altrimenti sarei morta anche io”. E sulle eventuali responsabilità del capostazione, ha spiegato che “una mancanza può anche capitare, può succedere, siamo esseri umani. Ma quella curva (dove è avvenuto l’impatto frontale tra i due convogli) era lì da tanti anni. Non si è mai mossa”. “È noi tutti i giorni alle 6.30 del mattino – ha concluso – prendiamo il treno per venire a Bari e poi torniamo a casa. E quella strada la percorriamo da cinque anni”. (ANSA)

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