- trmtv - http://www.trmtv.it/home -

Scontro treni. Informativa alla Camera di Delrio, polemiche del M5S, Grassi (PD) commosso

“La sicurezza della tratta coinvolta dall’incidente è regolata tramite consenso telefonico che lascia interamente all’uomo la gestione ed è tra i sistemi meno evoluti e piu’ a rischio di regolazione della circolazione ferroviaria”.

Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, nella sua informativa alla Camera piena come non sempre avviene per le informative del Governo sulle tragedie. Appena la scorsa settimana all’informativa di Gentiloni sull’attentato a Dacca erano presenti in Aula solo una ottantina di deputati.

“Il contratto di programma prevede 9 miliardi di euro di cui ben 4,5 per tecnologie per la sicurezza, di cui una parte consistente per le reti a carattere regionale” ha affermato definendo “profondamente strumentali e sbagliate” le affermazioni che indicavano in prevalentemente destinati al Nord gli investimenti.

“Purtroppo in questo Paese non è mai stata fatta la cura del ferro, quando bisogna tenere conto che ci sono oltre 5 milioni di persone che lavorano e si spostano per motivi di studio studio su linee regionali, ma con questo Governo c’è stata un’inversione di tendenza netta rispetto al passato ed abbiamo destinato diversi miliardi al trasporto ferroviario regionale” ha aggiunto il ministro annunciando che il governo ha deciso di stanziare ulteriori 1,8 miliardi di investimenti per le reti regionali non di competenza nazionale:  “Vogliamo garantire pieno sviluppo e piena sicurezza al trasporto dei pendolari gestito dalle Regioni. Vogliamo mettere in sicurezza queste linee. Siamo sempre disponibili a continuare a forzare sul tema della sicurezza e sull’investimento in tecnologia e nel rinnovo del parco rotabile. Vogliamo servizi all’altezza del grande Paese quale siamo”.

“In questo giorno di lutto” ha poi proseguito Delrio “non è il momento di scaricare la responsabilità sugli uni o sugli altri, ma è il momento di stringersi tutti insieme e trovare il modo di accelerare sui ritardi accumulati per dare dignità a quello che è un diritto di tutti i cittadini”. Riguardo poi la tratta a binario unico tra Andria e Corato il ministro dice che “sarà interessata da lavori di raddoppio, con bando di gara già pubblicato ed il termine per la presentazione delle offerte fissato al prossimo 19 luglio”.

Al termine dell’informativa è seguito l’intervento durissimo di Giuseppe D’Ambrosio (deputato del M5S): “Ministro, lei è il primo responsabile – politicamente – di questa tragedia”.

M5s è stato l’unico partito d’opposizione ad attaccare il governo mentre tutti i gruppi parlamentari hanno chiesto un intervento legislativo per portare sotto la competenza della Agenzia nazionale per la sicurezza dei trasporti anche le ferrovie in concessione.

D’Ambrosio ha affermato di aver presentato una interrogazione il 12 giugno 2013 (all’epoca del governo Letta ndr), su quella tratta, a cui non è mai stata data risposta.

“Lei ha avuto tre anni per rispondere” ha attaccato D’Ambrosio tra i brusii dei deputati del Pd “e non ho mai ricevuto risposta, è vero che prima c’era Lupi, ma lei non ha mai risposto a quella interrogazione. Ministro, lei che ha detto che lavora a fianco alla regione Puglia, doveva lavorarci già dal 2015 perché il sottoscritto ha chiesto nel 2015” di mandare avanti i lavori.

Diverso il racconto di due parlamentari pugliesi, Gero Grassi del Pd e Arcangelo Sannicandro di Si. Entrambi hanno espresso stupore per l’accaduto.

“Alcuni miei amici non ci sono più, inghiottiti da questa sconvolgente sciagura, un dramma terribile per la nostra terra e per tutto il Paese. La raffigurazione che molti media hanno fatto ieri e oggi di quella ferrovia è sbagliata” ha detto Grassi (vice presidente del Gruppo del Pd) “perché quella ferrovia è un modello di efficienza, di innovazione. Non è vero che ci sono dei ritardi, perché la regione Puglia ha fatto tutto quello che avrebbe dovuto fare. C’è un tratto, 37 chilometri, Ruvo-Bari, a doppio binario; c’è un altro tratto i cui lavori sono già iniziati, 33 chilometri, Ruvo-Barletta, interessato al raddoppio del binario e ovviamente alla messa in sicurezza con i sistemi moderni”.

Sannicandro, ha accusato il collega di M5s di “strumentalizzazione”: “la Puglia non è quella che è stata descritta pocanzi da un collega, perché, in effetti, la tragedia, paradossalmente, è avvenuta su una linea ferroviaria che è una sorta di orgoglio per la Puglia. I vagoni, per chi conosce quei convogli perché ci viaggia, come me, come Gero Grassi e come altri, sono di un’efficienza unica, sono lindi, sono modernissimi”.

Ma il problema sono i sistemi di sicurezza. Aspetto sottolineato anche dagli interventi di Elvira Savino (Fi), Angelo Cera (Ap), Roberta Oliearo (Sc), Angelo Attaguile (Lega), e Giuseppe Piepoli (Des-Cd), Fabio Rampelli (Fdi), Antonio Distaso (Co) e Pino Pisicchio, presidente del gruppo Misto, che ha posto in discussione “il modello di sviluppo”: “i servizi essenziali come i trasporti sono da troppo tempo spaccati in due qualità: quelli per i ricchi, che viaggiano nelle Frecce, e quelli dei pendolari, trascinati su vagoni spesso vecchi e surriscaldati, che corrono su migliaia di chilometri di binari unici”. (ANSA).

Share Button