Inchiesta petrolio:De Giorgi lascia e promette vendetta.

Ammiraglio Giuseppe De GiorgiRoma – Nel giorno dell’addio alle armi, con una cerimonia a Palazzo Marina, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi lascia il servizio attivo attaccando “i corvi anonimi”, ringraziando il premier Matteo Renzi “che ha avuto il coraggio di difendermi mentre altri si sono defilati” e promettendo “vendetta, in un modo o nell’altro”. Una giornata particolare, quella dell’ormai ex capo di Stato Maggiore della Marina, che se ne è andato non in silenzio, ma parlando chiaro e forte e togliendosi diversi sassolini dallo stivaletto militare. La rabbia, mai nascosta, è per il suo coinvolgimento nell’inchiesta sul petrolio della procura di Potenza che ha portato nei mesi scorsi alle dimissioni della ministra dello Sviluppo Economico, Federica Guidi. “Sono l’ultimo comandante della flotta repubblicana, offeso dai media, vilipeso dai corvi anonimi, avrò la mia vendetta in un modo o nell’altro”. “Gli attacchi contro di me – scandisce De Giorgi – non meritano attenzione oggi, soprattutto non la meritano i corvi e gli interessi occulti che hanno diffuso dossier anonimi per tentare di condizionare il futuro della Marina”. L’ammiraglio ringrazia quindi, oltre al personale della Marina ed a moglie e figlio, “il supporto morale del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio”. Alla fine della cerimonia, incontrando i cronisti, il ministro Pinotti cerca di gettare acqua sul fuoco. “Speriamo che non ci siano gli interessi occulti” di cui ha parlato De Giorgi. Peraltro, aggiunge, “la citazione di De Giorgi c’è stata per alcune vicende che lo hanno riguardato, ma il centro del suo discorso non è stato questo”. E nel suo intervento Pinotti aveva elogiato la “prestigiosa carriera” dell’ufficiale che ha lasciato il servizio dopo avere prestato servizio in Marina per ben 42 anni. Un addio ‘gladatorio’, con annuncio di vendetta.

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