Bari: 41 arresti nel clan Misceo-Telegrafo

evasione-fiscale-delazione-guardia-finanza-jpg-crop_displayCompivano pestaggi e sparatorie in pieno giorno con armi da guerra e a volto scoperto, sicuri che nessuno avrebbe denunciato. La forza di intimidazione del clan Misceo-Telegrafo di Bari è stata documentata con intercettazioni e pedinamenti dalle indagini della Guardia di Finanza coordinate dalla Dda, che hanno portato oggi all’esecuzione, ancora in corso, di 41 misure cautelari, 35 in carcere e sei ai domiciliari. Uno degli arrestati, il referente del clan a Noicattaro (Bari), Umberto Fraddosio, detto ‘Piccolino’, è stato catturato la scorsa notte nascosto sotto una botola ricavata all’interno del suo appartamento, nascosta da una pianta e dalla ciotola di un cane. Nel ‘bunker’ i militari hanno trovato un frigorifero, alcune sedie e un computer di cui ora si sta analizzando il contenuto. Dieci provvedimenti sono stati notificati in carcere. Tra questi ci sono il capoclan Giuseppe Misceo, soprannominato ‘il fantasma’, e il pregiudicato Arcangelo Telegrafo, detto ‘Angioletto’, ritenuti ai vertici dell’organizzazione mafiosa. I fatti contestati, risalenti agli anni 2013 e 2014, riguardano i territori di Bari (quartiere San Paolo), Noicattaro e Palo del Colle. Agli indagati l’Antimafia contesta i reati di associazione mafiosa, traffico di droga, furti e rapine aggravate dall’uso di armi, un tentato omicidio e lesioni. Contestualmente agli arresti, i finanzieri hanno eseguito sequestri patrimoniali per oltre 3 milioni di euro, ponendo i sigilli a quote societarie di tre aziende, distributori di benzina, auto, moto, nove immobili e polizze assicurative. (ANSA)

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