Feudo: indagato penalista “estremamente vicino” al boss

imageUna foto su Facebook tradisce l’avvocato tarantino indagato nell’operazione Feudo. Uno scatto che dimostra, secondo l’accusa, l’amicizia tra il legale Antonio Mancaniello, 42anni, ed il boss Giuseppe Cesario, detto Pele’, deceduto. L’ordinanza e’ chiara. Parla di “estrema vicinanza di Mancaniello al boss Cesario in esito al decesso di questi (avvenuto il 29 marzo 2014), allorquando l’indagato intendeva omaggiarne la memoria condividendo sul proprio profilo Facebook una fotografia ritraente la tifoseria del Taranto calcio ed uno striscione con la dicitura “CIAO PELE’”; ed ancora – si legge sempre nell’ordinanza – presenziando al rito funebre del boss il 30 marzo 2014”.

Ma sono le intercettazioni, soprattutto, a far iscrivere il penalista nel registro degli indagati. Da una conversazione del 2013 emerge l’urgenza di Cesario di incontrare il “consociato Basile Vincenzo, perché gli fornisse rendiconto delle somme da questi custodite ed improvvidamente sottratte alle casse del sodalizio”. L’avvocato si sarebbe offerto di “prelevarlo fisicamente per portarlo al cospetto del capo-clan”: “Pè, se tu vuoi io domani mi metto nella macchina e te lo porto… te lo faccio, dai… se non è domani…sabato”. “E dunque il Cesario esortava Mancaniello: “eh, vedi… vedi… chiamalo, che gli devo dire due parole…”.

Il professionista sarà anche “legale della controparte”, a difesa del boss, in un incidente stradale avvenuto il 28 aprile 2013, con un duplice scopo: “deresponsabilizzare Cesario” e “ottenere un consistente risarcimento del danno”. Obiettivi per i quali, sempre secondo l’accusa, come l’avvocato “avesse opportunamente suggerito la versione da rendere”.

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